Italia
Imm Carrafiere, l’appello dei sindacati «Basta litigi fra i soci, più concretezza»
I lavoratori insieme ai confederali hanno chiesto chiarezza in vista dell’assemblea della partecipata fissata il 16 giugno
carrara. Il «basta litigi tra soci sulla pelle dei lavoratori» delle sigle si alterna al «siamo basiti» dei dipendenti. Voci e appelli sulla vicenda Imm-CarraraFiere a un mese, poco meno, dell'assemblea dei soci del 16 giugno: un incontro decisivo per il futuro degli impiegati e dell'azienda, sospesa tra l'ok al piano di risanamento e ai bilanci (2019 e 2020, necessari per garantire la «continuità aziendale») e lo spettro, in caso contrario, dei «libri in tribunale». E per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ieri, proprio da viale Galilei, assieme a buona parte dei 25 dipendenti, hanno voluto ribadire i concetti a pochi giorni dall'incontro con l'assessore regionale al bilancio Leonardo Marras. Un vertice, quello di mercoledì scorso, dal quale sono emersi alcuni punti chiave: piano di risanamento e approvazione dei bilanci come condizioni imprescindibili, l'impegno regionale nel futuro con eventi fieristici, il dialogo con gli industriali del lapideo e la salvaguardia dei posti di lavoro. E i sindacati partono inevitabilmente da lì. L'assemblea e il retroscena. «Nelle ultime settimane abbiamo letto dichiarazioni sulla situazione della fiera di forze politiche e associazioni datoriali che ci hanno lasciato a bocca aperta. La situazione era ben nota, a tutti. Abbiamo fatto parecchi “viaggi” in Comune negli ultimi dieci anni. E anche le associazioni datoriali hanno grandi responsabilità della situazione attuale. Ma il fallimento viene fatto pagare dai lavoratori...», sottolinea Sebastiano Salaro (Filcams Cgil). Perché, è questo il refrain che circola, il piano di risanamento che i sindacati – precisano – non hanno ancora visto, parla di una fiera con una decina di dipendenti e gli altri (una dozzina), al netto di prepensionamenti (un paio, forse), redistribuiti nelle partecipate comunali (e non solo). Ma per i prossimi 18 mesi lo scenario pare sia ancora quello dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali: «È il quadro descritto dall'assessore regionale che, va detto, ha portato qualcosa di concreto – aggiunge Simone Pialli (Fisascat Cisl) –, ora aspettiamo i fatti perché il rilancio non può passare dalla vendita di immobili. Ci hanno detto che 25 lavoratori non sono più sostenibili e proveranno a fare quanto già fatto alla fiera di Arezzo e cioè, attraverso il decreto Mille proroghe, il riequilibrio in altre partecipate. La salvaguardia occupazionale è la prima condizione». Questioni che ripete Luca Aldo Andrenucci (Uiltucs), non prima di ricordare «le responsabilità delle forze politiche e delle associazioni datoriali che per prime hanno contribuito a questa situazione, basta vedere la fine della fiera del marmo...». I nodi da sciogliere in vista del 16 non mancano: «Anche perché le alternative alle approvazioni sono due – spiegano le sigle –: un rinvio, oppure i libri in tribunale». Intanto i dipendenti, da più di un anno in cassa integrazione, chiedono risposte. «Ma nell'aria si parla di scontri sotterranei tra soci. Ora basta, devono pensare al futuro dei lavoratori, non litigare e fare giochetti». —
Luca Barbieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
