Il Tirreno

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Un errore nel bando di gara stop al progetto fognature

Luca Barbieri
Un errore nel bando di gara stop al progetto fognature

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carrara. Nuova fognatura bianca tra via Marco Polo e il viale XX Settembre a Marina di Carrara: il bando per affidare la progettazione viene annullato. Parliamo della «procedura aperta» per affidare i «servizi tecnici di ingegneria e architettura per la redazione del progetto definitivo, esecutivo e il coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione» per l’intervento di «sistemazione idrogeologica dell’area in destra idrografica del torrente Carrione in prossimità dello sbocco a mare mediante realizzazione di impianto collettamento acque bianche e opere di sollevamento». Una gara partita a metà aprile e che si sarebbe dovuta concludere venerdì scorso.

Ma con una determina dal Comune è arrivato lo stop con l'«annullamento in autotutela del procedimento di gara». Con una nota datata martedì 11, infatti, il responsabile del procedimento, l'ingegner Giuseppe Marrani «ha comunicato – spiegano nel documento comunale – che con riferimento alla procedura in oggetto, sono stati ravvisati alcuni errori relativi al computo del corrispettivo e alla determinazione dei requisiti di idoneità professionale e che pertanto, a fronte degli errori riscontrati e anche in virtù della comunicazione in merito pervenuta da parte dell’Ordine degli architetti e dell’Ordine dei geologi, si chiede di annullare in autotutela la procedura». Bando bloccato, dunque, a una manciata di giorni dalla scadenza e ora potrà ripartire soltanto dopo le correzioni necessarie. Solo la fase di progettazione (completa) dell'intervento ha una costo di quasi 270 mila euro, arrivati in piazza Due Giugno grazie a un finanziamento ministeriale. A quel punto palazzo civico aveva preparato la procedura per ricercare dei professionisti, esterni all'ente, ai quali affidare l'incarico perché – facevano notare con una precedente determina – «l’organico del settore opere pubbliche-patrimonio non dispone delle cognizioni professionali necessarie per l’espletamento dell’incarico di cui trattasi sicché occorrerebbe coprire le mancate obbligatorie prestazioni del dipendente con altro incarico esterno», si leggeva. Una «impossibilità», quella di far fronte alla progettazione utilizzando il personale interno, che, precisavano, «è stata preliminarmente accertata».

Un’opera corposa che dal progetto preliminare «globale redatto nel novembre 2015 dall’ingegner Paolo Barsotti, su incarico della società partecipata Amia», veniva quantificata per oltre 8,3 milioni di euro. —

Luca Barbieri

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