Gioco
Ristoranti in balia del bollettino meteo Il brutto tempo frena la ripartenza
Tante critiche anche per il coprifuoco che “uccide” le cene Ma c’è chi, come Le Palme, lavora già a pieno regime
carrara. Il meteo e il coprifuoco non sono dalla parte dei ristoratori. E il lavoro stenta a decollare. Non per tutti però: é penalizzato chi ha i tavoli all’aperto, non lo è chi ha una struttura all'aperto ma coperta. Come nel caso di Alessandro Bandoni, chef del ristorante Le Palme di Marina che esulta: «Va alla grande, una ripartenza simile non me l'aspettavo, sia a pranzo sia a cena. Le cene si stanno spostando sui pranzi, a volte sembrano comunioni, si prolungano. Oltre alla parte coperta abbiamo già messo tavoli e sedie, tutti nuovi, nella parte del giardino. E, tempo permettendo, la prossima settimana apre anche lo stabilimento balneare».
I conti con il sole e la temperatura li deve invece fare Nadia Cavazzini del Re Bacco di via Loris Giorgi a Carrara: «Il nostro locale lavora in base al tempo e in questo periodo è piuttosto altalenante. Abbiamo gli ombrelloni ma se piove forte ti bagni. Questo decreto è una fesseria. Giocano un ruolo importante l’ubicazione, il tempo e la struttura e si penalizza chi non ha uno spazio esterno. Ci alziamo la mattina e speriamo nel sole, siamo in mano al meteo, e questo fa mancare la programmazione, che è alla base del nostro lavoro. Sono vicina a chi in questo periodo deve organizzare le comunioni, perché dovendo dipendere dal tempo non hanno certezze. Noi siamo tra i fortunati perché abbiamo i tavoli fuori e una corte interna, ma altri non hanno nulla. Per fortuna c’è stata la volontà di venirci incontro e tutti quelli che ne hanno fatto richiesta hanno potuto usufruire del suolo pubblico».
Il meteo incide anche sul lavoro della trattoria La Cucineria di Leonardo Tomè in via Covetta ad Avenza: «Stiamo lavorando con i pranzi di lavoro, ma la metà perché il tempo incide. Se piove e tira vento e la gente non ha voglia di stare fuori, nonostante abbia due gazebo. È un decreto folle, la bella stagione non è ancora arrivata e mangiare fuori, soprattutto la sera, quando si lavora pochissimo anche per via del coprifuoco è impensabile. Per fortuna c’è l’asporto».
Così per Renato Vallone della Grande Bellezza di via Menotti a Marina: «Siamo legati al tempo e al coprifuoco. La gente dovendo rientrare alle 22 preferisce fare l’apericena al bar. Non capisco la differenza del mangiare in un dehors che è come un autobus e non poterlo fare all’interno di un locale con porta e finestre aperte. La situazione è migliorata rispetto a tre settimane fa, ci siamo fatti un nome e la gente viene, ma per mangiare fuori la sera è presto, fa freddo. In più non sono arrivati i ristori, temo che il nuovo decreto sia sulla falsariga del precedente. Una beffa: siamo chiusi e dobbiamo pagare le tasse».
Si lavora guardando il meteo anche al ristorante Roma di Francesco Romano in piazza Cesare Battisti a Carrara: «Siamo in balia del tempo l’hanno studiata bene, sembra che abbiano una stazione meteo al Viminale. Noi abbiamo la tenda e abbiamo comprato gli ombrelloni, ma la loro funzione è quella di riparare dal sole, non dalla pioggia. A pranzo e con l’asporto te la cavi, ma la sera è dura, a parte qualche tavolo di temerari. Non possiamo garantire un servizio in caso di maltempo, e così sduccede in tutta la città, credo. Aprile e maggio sono stati pessimi». —
Alessandra Poggi
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