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TAGLI SULLE AMBULANZE: LE REAZIONI 

La rabbia della sindaca «Mi chiedo se l’Asl conosca il territorio»

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FOSDINOVO. Non si placano le polemiche in merito alla riduzione della presenza del medico 118 sull’ambulanza della Pubblica Assistenza Concordia di Fosdinovo, alle sole ore diurne dei prefestivi e festivi. Sulla questione interviene la prima cittadina Camilla Bianchi, contraria ad avere come soluzione al problema le automediche del 118 di Carrara o Sarzana.

«La decisione su questa problematica purtroppo non spetta al sindaco di Fosdinovo – commenta la sindaca – e leggo anche con un po’di preoccupazione le dichiarazioni del dottor Andrea Nicolini in merito alle soluzioni proposte per gestire le eventuali emergenze/urgenze nel comune di Fosdinovo. Le auto mediche che secondo Nicolini dovrebbero arrivare dalla Liguria, cioè da Sarzana, o da Carrara, non sono di certo una novità. Non possono davvero due automediche sostituire il servizio del 118 che avevamo prima e – continua Bianchi –, io mi sono anche confrontata con la Liguria e l’autoambulanza di Sarzana può essere comunque usufruibile solo eccezionalmente. Quindi non può essere una risposta definitiva al problema. Inoltre mi sembra che il dottor Nicolini non conosca bene l’area geografica del comune di Fosdinovo e di tutte le sue frazioni, molte delle quali sono all’interno del territorio montano. Ci vogliono oltre 40 minuti per arrivare in alcuni paesini di Fosdinovo – spiega Bianchi – sia che si parta da Sarzana oppure da Carrara. Non si può pensare di avere un servizio di urgenza/emergenza del 118 che ci mette oltre 20 minuti per raggiungere un paziente che magari rischia la vita. Voglio precisare inoltre, che Caniparola non è la sola frazione del comune che amministro, ma molte frazioni sono difficilmente raggiungibile essendo in montagna. Non sono d’accordo con le soluzioni proposte e non risponderò a eventuali problematiche che potranno mettere a serio rischio la vita dei miei cittadini. Avere un medico a Caniparola con sede nella Pubblica Assistenza è veramente fondamentale per la sicurezza di tutta la comunità di Fosdinovo. Siamo molto arrabbiati ed impauriti per questa decisione».

Alla sindaca fanno eco le parole del responsabile politiche socio-sanitarie della Cgil provinciale Alessio Menconi: «Prendiamo atto che neppure la tragedia della pandemia è riuscita a determinare un cambio di rotta rispetto alla gestione delle politiche sanitarie del territorio. Qualcuno ha dimenticato in fretta (oppure fa finta) di quando il sistema del 118 era al collasso rispetto al numero di interventi richiesti nella fase di emergenza Covid acuta; probabilmente le scelte continuano ad essere dettate da interessi “altri” rispetto alla salute dei cittadini e delle cittadine della Provincia. Nel silenzio generale e senza coinvolgere minimamente le organizzazioni sindacali territoriali. Forse qualcuno pensa che il diritto all’assistenza sanitaria debba essere garantito in base al numero di cittadini votanti dei territori? Dove ci sono più voti si ha diritto a servizi sanitari efficienti e nelle zone rurali no? Le politiche di razionalizzazione dei costi – conclude – non possono e non devono non avere al centro sempre e comunque la salute di cittadini e cittadine. Chiediamo all’Asl di rivedere immediatamente la scelta». –

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