Toscana
Quasi novemila articoli finiti sotto sequestro ma non da “Brico io”
licciana nardi. Il negozio coinvolto dalle operazioni della guardia di finanza non è il punto vendita “Brico io” di Licciana Nardi e la nota catena dedicata al fai da te non è “Brico io spa”. È la precisazione fatta dalla società in seguito all’articolo apparso sulla cronaca della Lunigiana del Tirreno l’11 maggio in merito a un maxi sequestro di articoli per il giardinaggio da parte delle fiamme gialle, in cui, erroneamente, è stata pubblicata la foto del punto vendita di Licciana Nardi.
I militari hanno trovato in un negozio di bricolage della Lunigiana quasi novemila prodotti non in regola, privi dell’indicazione dei materiali di cui sono composti e anche delle altre informazioni minime di sicurezza destinate al consumatore e previste dal codice sul consumo. Rilevata la violazione, le fiamme gialle hanno proceduto al sequestro amministrativo dei prodotti e alla contestazione all’esercente della sanzione fino a un massimo di 25. 825 euro.
Ma il negozio non è appunto il “Brico io” di Licciana Nardi, come erroneamente apparso sul quotidiano.
Insieme con l’articolo è stata infatti allegata la foto del punto vendita a insegna “Brico io” e non quello del reale negozio oggetto dei controlli della guardia di finanza.
Dalla società informano quindi che «il punto vendita non è stato affatto oggetto dell’ispezione della guardia di finanza di cui si parla nell’articolo, né tantomeno ha subito il sequestro descritto per le asserite violazioni cui si fa genericamente cenno nell’articolo medesimo». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google