Il Tirreno

verso l’estate 

Ripartenza lenta per gli agriturismi: assenti gli stranieri

Gianluca Uberti
Ripartenza lenta per gli agriturismi: assenti gli stranieri

Le incertezze sugli spostamenti frenano le prenotazioni ma la clientela italiana si sta di nuovo facendo avanti 

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AULLA. Gli agriturismi e i ristoranti sono fra le attività economiche che hanno maggiormente sofferto a causa delle prescrizioni, imposte dal Governo, per fare fronte al diffondersi del covid-19. Ora, in vista dell’estate, le restrizioni dovrebbero allentarsi, ma la situazione rimane di grande incertezza, soprattutto per quanto concerne gli arrivi di turisti dall’estero. E la Lunigiana è una terra in cui gli agriturismi davvero non mancano.

Iniziamo il nostro giro dall’agriturismo “Montagna verde” all’Apella di Licciana Nardi, dotato di una quarantina di posti letto diffusi nel borgo, dove Barbara Maffei sottolinea che «all’oggi sono molte le richieste per quanto concerne il turismo di prossimità, quello italiano per intendersi. Invece, in attesa di capire come andranno le cose, per quanto concerne il turismo dall’estero abbiamo attivato delle pre-prenotazioni, perché è un momento in cui bisogna essere massimamente flessibili. Dal mese di luglio ci aspettiamo l’arrivo dei turisti stranieri – aggiunge Barbara Maffei – e i contatti che abbiamo in corso non sono soltanto quelli tradizionali, dall’Europa centrale, ma anche dall’Europa orientale, Polonia e Ungheria in particolare. Però, per una ripartenza vera ci auguriamo che la campagna vaccinale prenda definitivamente piede».

Restiamo nel Comune di Licciana Nardi per interpellare Lara Farina dell’agriturismo “Il picchio verde”, ubicato nella frazione di Amola, che mette a disposizione della clientela sei stanze. Qui si parla italiano: «Le prenotazioni ci sono – spiega Lara Farina – e la clientela è italiana. Abbiamo anche una prenotazione di turisti svedesi per agosto, ma noi lavoriamo, soprattutto, con i nostri connazionali. Rimane il fatto che c’è ancora tanta incertezza e incontro qualche difficoltà, almeno in questo momento, a lavorare coi portali di prenotazione online».

All’agriturismo “Di là dall’acqua” a Fivizzano, che vede la presenza di sei alloggi, dove incontriamo Giovanna Zurlo, la quale ci offre uno spaccato molto interessante della situazione con la stagione estiva ormai alle porte: «La ricettività è in linea con lo scorso anno, quindi si lavora con un turismo di prossimità italiano. Purtroppo, abbiamo avuto parecchie cancellazioni dall’estero, visto che le prescrizioni sugli spostamenti da un paese all’altro non sono ancora molto chiare, a partire dalla questione dal pass vaccinale. Di conseguenza, non c’è ancora grande richiesta per agosto e settembre, pertanto stiamo lavorando un po’ con il turismo italiano, ma il problema è che, in questo momento, questo tipo di turismo – sottolinea Giovanna Zurlo – è limitato ai fine settimana, mentre quello dei mesi di luglio, agosto e settembre si estende ben oltre, arrivando a coprire l’intera settimana».

Un flusso turistico, quello potenzialmente intercettabile dalla Lunigiana, che potrebbe anche avvantaggiarsi, rispetto ad altri territori italiani, di alcune peculiarità che diventano punti di forza in un momento come questo segnato dalla pandemia. Quello del distanziamento sociale, che in Lunigiana è anche distanziamento naturale, visti gli ampi spazi e la bassa densità demografica del territorio: un’attrattiva in più per famiglie e appassionati di trekking e della bicicletta, desiderosi di apprezzare le bellezze ambientali e in cerca di vacanze lontane dalla folla e in sicurezza . —

Gianluca Uberti

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