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la città che non va/1 

Escrementi in piazza d’Armi, genitori infuriati

Alessandra Poggi
Escrementi in piazza d’Armi, genitori infuriati

Troppi padroni non raccolgono le deiezioni dei loro cani, bimbi costretti a giocare fra lo sporco. E sale la protesta

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carrara. Mamme (e anche alcuni papà) arrabbiate con i padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi da piazza Gramsci, per tutti piazza d'Armi. Chiedono più controlli o più pulizia perché dicono in coro: «Ci sono escrementi ovunque e siamo stanchi di ritrovarli sotto le scarpe dei bambini ogni due per tre».

La denuncia arriva da Alessia Rocca, Valentina Paoli e Saverio De Santis, che a nome dei genitori della scuola materna e dell’infanzia delle ex “suorine” chiedono più rispetto. Si tratta di una questione di igiene, e all'igiene dei bambini le mamme ci tengono molto. Queste mamme raccontano che oltre allo schifo, le deiezioni sono causa di inconvenienti, come quello di dover entrare in ritardo perché un bambino l'ha pestata e deve tornare a casa a cambiarsi le scarpe.

Sentiamo Alessia: «Ci sono m... ovunque – racconta – non chiamiamole deiezioni canine che fa meno schifo. Chiamiamole per quello che sono. E tutti i giorni succede che i bambini le calpestino. Le scale sono piene, per venire a scuola bisogna fare lo slalom. Noi non ce l’abbiamo con i cani, loro non possono capire, ma i loro padroni sì. Non è giusto che vengano in piazza d’Armi e lascino i cani liberi di fare i bisogni nel giardino, dove poi giocano i bambini. Noi mamme lo diciamo ad alta voce, non è possibile che i bambini si sporchino tutte le volte che giocano, ora basta. Che facciano uno sgambatoio. È una situazione indecente, e poi se dici qualcosa a questi signori ti rispondono anche male. Servono più controlli e delle belle multe contro questi maleducati. Invece di camminare dobbiamo fare il salto all’ostacolo. Mica sono solo nel giardino – conclude Alessia – sono sparse per tutta la piazza e anche sulle scale. Non è la prima volta che qualche bambino entra a scuola in ritardo perché ne ha pestato una e deve andare a casa a cambiarsi le scarpe».

Così anche per Valentina Paoli: «Quando la mattina scendiamo le scale per venire a scuola facciamo lo slalom – racconta – e se dici qualcosa a questi padroni di cani ti rispondono malissimo. Lasciano i cani liberi per la piazza e gli fanno fare i bisogni nel giardino, dove poi giocano i nostri figli. Non si pretende tanto, solo un minimo di educazione. Se porti il cane, poi devi raccogliere. I bambini non altro posto dove giocare. C’è solo piazza d’Armi. Bambini ed escrementi non possono convivere. È una questione di igiene. Ogni due per tre ne pestano una. Vengano a fare delle multe, o puliscano più spesso. E poi c'è chi nei giardini ci butta la spazzatura».

Anche Saverio De Santis punta il dito sui padroni maleducati: «Ricordo che in piazza c’era un’ordinanza che vietava l’accesso ai cani – dice – non so se esiste ancora. Il problema non sono i cani ma i padroni che non raccolgono i bisogni, quelli che poi pestano i nostri figli. Chiediamo a gran voce che ci siano più controlli e che vengano a pulire più spesso. Ormai questa piazza si è trasformata in uno sgambatoio per cani, e i bambini visto che non ci sono altri spazi sono costretti a giocare tra gli escrementi dei cani». —

Alessandra Poggi

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