Il dolore
Taglio del nastro con protesta per la nuova piazza Palma
Il sindaco: «È l’inizio di un percorso di riqualificazione del centro cittadino» Il collettivo “Non una di meno” con cartelli per la scritta attribuita a Gandhi
Camilla Di Maria
massa. C’era la musica. C’erano i ballerini. C’erano sindaco, assessori e forze dell’ordine. E c’erano anche le donne del collettivo “Non una di meno” a protestare per quella frase scritta in piazza (Puoi uccidere un fiore, ma non puoi contenere la primavera) attribuita a Gandhi quando di Gandhi non sarebbe. Tirando le somme, è stata una mattinata di festa, sotto un sole caldo che non si sentiva da tempo, quella di ieri durante la quale è stata inaugurata la nuova piazza Felice Palma.
Un progetto di riqualificazione da 65mila euro, presentato lo scorso luglio dal sindaco Francesco Persiani e adesso arrivato al taglio del nastro. Durante l’inaugurazione, a cui era presente anche la cittadinanza, si è esibita l’Orchestra di Fiati del liceo musicale Felice Palma, diretta da Riccardo Figaia e da Francesca Corsi, con Aurora Dunchi al violino e Anita Menconi nel canto, accompagnati dai ballerini della Urban Concept Academy. La piazza dedicata al liceo è stata ideata, a titolo gratuito da Emanuel Donadel che, come ha ricordato il sindaco «ha voluto donare qualcosa alla sua città». «Oggi si inaugura l’inizio di un percorso – commenta Persiani –. Questa piccola piazza è un punto di partenza di riqualificazione e rinascita di tutto il centro cittadino. Una rinascita non solo del decoro della nostra città, che per anni è rimasta bloccata in una condizione di degrado e trascurata, ma una rinascita della vita sociale, del commercio e del turismo. Questa piazza è nata spontaneamente, senza gesti architettonici: semplice, fatta con materiali nostri, nobili e poveri, che parlano la nostra lingua. È nata tracciata da poche linee che partono dalla facciata dell’istituto Palma, perché è soprattutto a lui che è dedicata, e agli studenti, che avranno uno spazio sicuro dove potranno fare lezione all’aperto». La panchina tonda, spiega Persiani, «nasce con due braccia, che accolgono nella sua forma aperta sia gli studenti che i cittadini. È una piazza nata così, quasi spontaneamente, come fosse già qua». È proprio così: in quel luogo già esisteva una piazza nominata Piazza Cavour al cui centro si trovava una sorgente d’acqua. «Quella sorgente d’acqua– spiega il sindaco – adesso è sorgente di un grande percorso di rinascita della nostra città che è appena iniziato. Una città che diventerà a misura d’uomo, una città giardino, dove saranno piantati decine e decine di alberi, e dove nasceranno molti altri spazi pedonali, dove negozi e commercianti avranno spazi all’aperto e cittadini potranno passeggiare ripercorrendo il valore di vivere in questa meravigliosa città». Nonostante il giorno di festa non sono mancate le polemiche. Il gruppo “Non una di meno– Massa– Carrara” si è presentato con tanto di cartello e volantini, per rivendicare l’autrice della frase incisa nella piazza. «Questa è “Certezza” poesia di Julia Esquivel che l’amministrazione comunale ha erroneamente attribuito a Gandhi e ha voluto scrivere in piazza Felice Palma come simbolo per contrastare la violenza sule donne. Vogliamo riconoscere la maternità di questa poesia alla poetessa, attivista e teologa, che ha sempre lottato contro la repressione e la libertà dei popoli». Il sindaco ha voluto chiarire che: «Abbiamo voluto lasciare delle scritte nella pavimentazione, delle frasi nelle quali ognuno si possa riconoscere e che hanno un valore simbolico. Al di là di chi le ha scritte, il pensiero si riferisce al contenuto in cui ognuno si può fare portavoce e portatore anche con un’interpretazione soggettiva. Quello che conta è che il messaggio abbia un significato profondo per il vivere civile e per essere contro alla violenza di ogni genere». —
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