Sicurezza
Il caso Castagnetola arriva in Regione «Non siamo numeri»
Mamme e papà degli alunni e delle alunne scrivono ai rappresentanti delle istituzioni
la lettera
Quattrocento firme, raccolte in pochi giorni e allegate a una lettera rivolta al presidente della Regione Eugenio Giani, al prefetto di Massa Carrara Claudio Ventrice, al sindaco di Massa Francesco Persiani, al dirigente dell’ufficio scolastico Donatella Buonriposi ma anche a parlamentare e consiglieri regionali come Riccardo Ricciardi e Giacomo Bugliani. Sono quelle raccolte dalle mamme e dai papà della scuola di Castagnetola che rischia anche quest’anno di non vedersi concedere la classe prima.
Nella lettera le famiglie raccontano «tutta la nostra preoccupazione e soprattutto la nostra amarezza – si legge – per la situazione che si è venuta a creare con la decisione dell’Ufficio IX dell’Ambito Territoriale di Lucca e Massa Carrara di non assegnare la classe prima alla Scuola Primaria del nostro quartiere. In questi giorni abbiamo incontrato varie i rappresentati di varie istituzioni, nei quali abbiamo trovato, almeno in apparenza, tanta condivisione e attenzione per la nostra iniziativa al fine di conservare l’attività del plesso sul territorio».
La possibilità di ottenere la formazione della classe sembrava vicina dopo un confronto con il prefetto. Ma «il giorno dopo venivano cambiate le carte in tavola da parte dell’Ufficio IX» proseguono i genitori che tuttavia non hanno intenzione di demordere e continueranno a chiedere la formazione della classe.
«La nostra battaglia quella per far sì che rimangano dei presidi scolastici anche nei paesi montani continuerà a difesa del territorio – proseguono le mamme e i papà di Castagnetola e i tanti che stanno dando loro sostegno – in quanto siamo consapevoli che oggi tocca a Castagnetola e poi, a seguire anche le altre frazioni subiranno la stessa sorte e non certo per colpa dei residenti, ma per le politiche miopi e liberiste che non guardano alla qualità della vita ma solo alla riduzione dei costi».
«Ci spiace costatare – si legge ancora nella lettera alle istituzioni – che nonostante tutte le belle parole che si sentono a ogni apparizione televisiva o a ogni intervista, i ragazzi e le loro famiglie restano numeri e non persone. Il Ministro Bianchi e il suo predecessore Azzolina hanno continuamente parlato di garanzie, di miglioramenti, di classi meno affollate, di scuole più a dimensione umana senza i mostri da 1500 alunni per Istituto, di salvaguardia delle realtà territoriali, anche le più piccole, ma al riscontro dei fatti nulla cambia, anzi, si taglia senza riguardo al retroterra culturale, alle esigenze della popolazione, alle buone prassi».
Infine una considerazione sulla petizione partita per slavare la scuola di CAstagnetola. «Abbiamo raccolto oltre 400 firme, che inviamo, di persone del territorio che non ci stanno ad essere considerate un semplice numero – si legge nella lettera – . Restiamo in attesa di un ulteriore incontro che possa risolvere positivamente la questione». —
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