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Hanno due figli disabili ma la Regione nega loro l’esenzione al bollo auto

Hanno due figli disabili ma la Regione nega loro l’esenzione al bollo auto

Secondo la normativa nazionale ne avrebbero diritto  ma l’ente toscano contesta ai genitori di non aver comunicato in tempo la situazione dei gemelli

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Massa. Per occuparsi dei loro figli, Samuel e Jamie Colli, due gemelli di 15 anni affetti da disabilità permanente, Marcella Randaccio suo marito Josè Maria Colli hanno dovuto vendere la loro casa in Valle D’Aosta e trasferirsi in Toscana, a Massa, dove vivono in una casa in affitto in attesa di trovare una sistemazione idonea per le esigenze dei figli.

La legge riconosce loro il diritto all’esenzione del bollo auto, eppure la Regione Toscana non sta riconoscendo loro questo diritto, perché non avrebbero comunicato entro un anno dal loro trasferimento di aver figli a carico, portatori di grave limitazione della capacità di deambulazione.

Una storia di burocrazia cieca e di una famiglia che sembra destinata a non aver pace. Costretta a combattere con il destino e con lo Stato, anche se in questo caso l’ente pubblico è la Regione.

A rendere nota questa vicenda è il legale della famiglia, Massimiliano Paolicchi, che con nua lunga lettera fa sapere che «in realtà i figli sono sempre stati a carico dei genitori, altrimenti l’agenzia delle entrate della Valle d’Aosta non avrebbe riconosciuto l’agevolazione, e l’obbligo di inserire la dicitura delle gravi limitazioni è stato prevista per legge in epoca successiva alla visita medico legale disposta sui minori nel lontano 2007, in quanto fin dalla nascita soffrono di tale patologia».

Peraltro la legge regionale che ha introdotto l’obbligo di presentare la domanda per l’esenzione dal pagamento entro e non oltre un anno dal trasferimento nella regione, ricorda, «è entrata in vigore il 29 dicembre 2017, quindi oltre un anno dopo il cambio di residenza della famiglia Colli. Nella normativa vigente al momento del trasferimento della famiglia (16 dicembre 2016), quindi, nessun obbligo di tal genere era previsto».

Secondo l’interpretazione fornita dalla Regione, i genitori di Jamie e Samuel avrebbero «dovuto conoscere tale legge ancor prima che venisse promulgata – continua il legale –, e pertanto non si sarebbero attivati per tempo per beneficiare di questa esenzione».

Il legale fa sapere che «facendo corretta applicazione di tali indicazioni, la famiglia quando era residente in Valle d’Aosta, aveva già presentato istanza di esenzione dal pagamento del bollo auto e questa gli era già stata riconosciuta. Il legittimo affidamento alle indicazioni dell’Agenzia, e la cattiva applicazione delle leggi nel tempo da parte della Regione Toscana, rischiano di determinare una ingiustizia sostanziale: viene da chiedersi come può una famiglia interpretare una norma imposta di carattere regionale, facendo derivare un’applicazione retroattiva, per giunta contraria a quanto indicato dalla agenzia delle entrate nel proprio sito?».

Tale vicenda, secondo Paolicchi, sarebbe «facilmente risolvibile, se la Regione prendesse atto della vicenda, sia dal punto di vista giuridico che politico, annullando tale addebito, ed eliminando, una volta per tutte, tale significativa stortura del sistema, madre di una palese ingiustizia ai danni di questa famiglia, e di tutte quelle che possano potenzialmente trovarsi nelle medesime condizioni».

La famiglia, attraverso il suo legale, ha già presentato ricorso alla commissione tributaria di Firenze e l’udienza è fissata per il prossimo luglio. —

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di Redazione web