Il Tirreno

in corte di appello 

Scandalo Apuafarma l’ex direttore condannato a pagare 100mila euro

Alessandra Vivoli
Scandalo Apuafarma l’ex direttore condannato a pagare 100mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





Alessandra Vivoli

CARRARA. In primo grado, a fine marzo, il giudice del lavoro del tribunale di Massa, Augusto Lama, gli aveva dato ragione. Riconoscendo un risarcimento di oltre 100mila euro all’ex direttore di Apuafarma (oggi Nausicaa) Francesco Buffoni. Quei soldi, 105. 304, 55, a titolo di Tfr ed indennità sostitutiva delle ferie e permessi non goduti oltre rivalutazione ed interessi erano stati congelati dalla partecipata che si occupa di rifiuti e cimiteri per una sorta di responsabilità “sussidiaria” addossata all’allora direttore generale in quello che è finito alle cronache come lo scandalo Apuafarma, o la “truffa del caro estinto”. La società, in primo grado, era stata condannata anche al pagamento delle spese di costituzione in giudizio. In appello la sentenza del tribunale di Massa è stata riformata: l’ex direttore non solo non dovrà essere risarcito ma dovrà pure pagare le spese legali, sue e di coloro che ha citato in giudizio (dal suo predecessore ai revisori dei conti). Un saldo che supera i centomila euro.

La vicenda

La vicenda si inquadra in quello che è stato definito lo “scandalo Apuafarma” e parte dalla sottrazione di ingenti somme di denaro da parte di due dipendenti addetti al servizio cimiteri. Apuafarma, all’esito di un procedimento disciplinare, aveva licenziato i due dipendenti.

L’allora direttore generale Buffoni si era dimesso. Pur non avendo partecipato in alcun modo alle sottrazioni di denaro, era stato ritenuto indirettamente responsabile per le stesse, non avendo sufficientemente vigilato sull’operato dei dipendenti anche a causa della sua non assidua presenza in azienda.

Più in generale allo stesso era stata contestata una negligente direzione di Apuafarma, con conseguenti gravi danni. La società, pertanto, aveva rifiutato di corrispondere allo stesso le somme dovute a titolo di Tfr e a titolo di indennità sostitutiva delle ferie. Anche la Corte dei Conti aveva ravvisato un profilo di responsabilità in capo all’ex direttore generale.

la sentenza in appello

All’esito del giudizio di appello non solo Apuafarma, oggi Nausicaa, assistita dai legali Laura Marchiò, Riccardo Diamanti e Michele Caro, nulla deve all’ex direttore, ma quest’ultimo è stato condannato a pagare alla società le spese di costituzione in giudizio sia per il primo che per il secondo grado di giudizio.

La Corte di Appello ha condannato l’ex direttore anche a pagare le spese di costituzione in giudizio all’ex direttore generale Giuseppe Trombetti ed ai revisori dei conti oltreché alle relative compagnie assicuratrici. Buffoni, infatti, in primo grado aveva chiamato in giudizio sia il precedente direttore generale che i revisori dei conti nel tentativo di addossare anche a questi ultimi le responsabilità che Apuafarma gli aveva contestato per non aver diligentemente svolto il proprio lavoro e non aver adeguatamente vigilato, avendo così reso possibile che due dipendenti dal 2008 al 2015 potessero sottrarre ingenti somme dal settore cimiteri. L’ex direttore complessivamente dovrà rifondere quasi 100. 000 euro alle controparti a titolo di spese di costituzione in giudizio.

La Corte di appello ha così integralmente ribaltato la sentenza di primo grado, dando pienamente ragione a Apuafarma. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore