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la sentenza 

Opere non autorizzate al bagno Orizzonte: il Tar dà ragione al Comune

Lo stabilimento aveva presentato ricorso contro  l’ordinanza di demolizione  dell’ente, ma lo ha perso: «Sono abusive»

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massa. La Capitaneria di porto aveva fatto un sopralluogo nello stabilimento balneare nell’estate del 2016, rilevando la presenza di alcune opere realizzate, a detta sua, senza autorizzazione. Per questo il Comune aveva emesso un’ordinanza di demolizione. Il gestore del bagno, l’Orizzonte, aveva presentato ricorso al Tar e solo ora è arrivata la sentenza che, però, gli dà torto.

Il gestore dovrà demolire quelle opere elencate nell’ordinanza, cioè: un forno in muratura, un pergolato scoperto «posto tra i due corpi cabine», due tettoie in legno a ponte tra i due copri cabine, due lava piedi in legno, una superficie pavimentata posata sull’arenile e adiacente al corpo cabine, due camminamenti in piastrelle paralleli più uno perpendicolare, un casotto in muratura adibito a ricovero dell’autoclave, una struttura in metallo «adiacente al copro cabine ancorata su base di cemento» alto quattro metri e largo 1, 50.

Secondo il balneare queste opere erano compatibili con la disciplina urbanistica-edilizia e paesaggistica, essendo opere «non costituenti volumi» e comunque amovibili. Il Tar ha però respinto il suo ricorso, sostenendo che «le costruzioni su suoli demaniali sono sottoposte a un duplice e concorrente regime autorizzatorio». Sul versane urbanistico, dice, rispondono ai Comuni. Poi va valutata «la compatibilità delle opere da realizzare su suolo demaniale rispetto alle necessità dell’uso pubblico del mare». E questa valutazione, dicono i giudici, non era stata fatta. —

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