Sicurezza
Gli rubano il bancomat e gli svuotano il conto
I ladri sono riusciti a risalire al pin “analizzando” la carta Confconsumatori: protezione scarsa, la banca deve risarcire
massa. Gli rubano il bancomat, riescono a risalire al pin, nonostante non fossero entrati in possesso di appunti, bigliettini o cifre scritte nei portafogli, e così riescono a prelevare i suoi soldi attraverso uno sportello e rubargli 1.300 euro dal conto. Vittima del furto è un cittadino che si è rivolto all’associazione che tutela i consumatori Confconsumatori che sta cercando adesso di fare risarcire l’uomo dalla banca.
«Questo è l'ultimo caso che abbiamo denunciato- dice Francesca Galloni avvocato della Confconsumatori di Massa Carrara – ma in questi giorni devo ricevere in studio altri due clienti che mi dicono di avere avuto lo stesso problema: il furto del bancomat a cui è poi seguito lo svuotamento del conto corrente in pochi giorni». In questo caso più che di una truffa si tratta di un furto messo a punto da veri e propri geni informatici: un tempo, forse, i ladri di carte si appostavano dietro ai clienti che prelevavano dal bancomat per carpire i movimenti delle dita sulla tastiera e da ciò ottenere il pin. Ma oggi riescono a scoprire il codice segreto Pin analizzando la carta che hanno tra le mani. «I clienti giurano che gli è stato portato via soltanto la tessera bancomat e che non c’era modo di risalire al pin». A volte, spiega l’avvocata Galloni « la gente ammette di lasciare nel portafogli, assieme al bancomat, bigliettini con i codici mascherati da numeri di telefono, nel caso in cui dimentichino le cifre da digitare. Mma non è questo il caso: il derubato è sicuro di non avere mai scritto quei numeri e che non gli sono stati sottratti bigliettini di sorta. Quindi i ladri hanno trovato il modo di arrivare alle cifre del pin solo attraverso il possesso della carta».
In un caso, raccontato da Galloni, il cliente ha denunciato la sparizione dal conto di 1.300 euro, con precisi prelievi giornalieri da 250 euro. «Purtroppo la banca se ne lava le mani, sostenendo che si tratti di negligenza del cliente, che avrebbe dovuto custodire meglio il bancomat e il pin. Noi però siamo in grado di dimostrare che il pin non era in possesso dei ladri e che lo hanno ricavato a causa delle scarse misure di sicurezza dei sistemi delle banche, che non tutelano i cittadini. Inoltre – sostiene ancora la legale di Confconsumatori – abbiamo dalla nostra parte una sentenza del giudice di pace di Massa, emesso lo scorso 2020, che ha condannato la banca a risarcire il cliente dei prelievi effettuati a sua insaputa. Quindi contiamo di far valere i diritti anche di questi nuovi clienti truffati». —
Manuela D'Angelo
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