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Tolta la concessione al Marino Ma il bagno fa ricorso al Tar

L.B.
Tolta la concessione al Marino Ma il bagno fa ricorso al Tar

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carrara. “Decadenza della concessione”: uno stabilimento balneare carrarese non ci sta e ricorre al Tar alle porte della stagione estiva. È il 24 marzo scorso quando uno dei bagni storici del litorale, il “Marino” di Brunello Menconi, si vede arrivare dal settore urbanistica del Comune un «provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima». Alla base del provvedimento dell’amministrazione civica vi sarebbero insoluti pregressi degli ultimi anni: in pratica il bagno no avrebbe pagato il canone di concessione (che il Comune riscuote e “gira” allo Stato). E così, a distanza di qualche settimana, dal bagno Marino hanno deciso di ricorrere al Tar chiedendo la sospensiva (e ovviamente l’annullamento) del provvedimento). E, ancora, «in via subordinata, in ipotesi di denegato accoglimento della domanda principale, per l’accertamento del diritto del ricorrente», dallo stabilimento chiedono il «riconoscimento di un indennizzo pari al valore commerciale dell’azienda balneare».

Nessuno al momento commenta la questione e anche dal bagno Marino preferiscono non rilasciare dichiarazioni in merito. Ora resta l’attesa del giudizio del Tar della Toscana: non è da escludere che si possa riuscire a trovare un epilogo entro la partenza effettiva della stagione.

Anche dal municipio si «auspica in ogni modo che la spiaggia possa essere aperta, vissuta e gestita nella sua interezza come ogni estate». Un tema, quello del contenzioso e delle carte bollate tra lo stabilimento e palazzo civico, che arriva nelle settimane in cui si attende l’esito anche del ricorso al Tar dell'Agcom – l’Autorità garante della concorrenza e del mercato-antitrust – anche contro il Comune di Carrara per il rinnovo delle concessioni balneari fino al 2033. Il Tar nelle scorse settimane aveva accolto il ricorso dell’Agcom per il caso di Piombino facendo preoccupare così anche i colleghi carraresi. Agcom chiede di annullare la validità delle concessioni: le proroghe automatiche sarebbero in contrasto con il diritto europeo e le spiagge andrebbero affidate tramite immediate gare pubbliche, chiedendo così l’applicazione della direttiva “Bolkestein”. E se la sentenza del Tar sarà replicata per Carrara, le strade sono due: Consiglio di Stato o rendere nulla la delibera del Comune sulle proroghe. —L.B.

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