Sicurezza
Maestra muore a 50 anni: il ricordo dei colleghi
La dirigente dell’istituto comprensivo: «È stata un’insegnante premurosa e gentile; sempre attenta alle esigenze dei bambini»
CARRARA. Quando è arrivata la chiamata, nessuno ci credeva «Mariateresa è morta». Ma come è morta, se fino a due mesi fa era qui con noi? E invece Mariateresa Provenzano è morta perché il cancro se l’è portata via in un lampo, a 50 anni. Originaria di Napoli, si era trasferita da anni a Carrara con la famiglia. Il padre era direttore didattico in zona. Lei era diventata maestra e insegnava alla scuola materna di Fossola, dell’istituto comprensivo Fossola Gentili. Non aveva figli, ma è come se li avesse avuti, perché aveva cresciuto gli alunni come fossero suoi. «È stata una maestra premurosa e gentile della scuola dell’infanzia di Fossola – la ricorda la dirigente scolastica Silvestra Vinciguerra –. Sempre attenta alle esigenze dei bambini con cui si è sempre relazionata con discrezione e scrupolo, e disponibile ai cambiamenti e alle innovazioni nella didattica».
E ancora: «Ha avuto un male incurabile che l’ha presa troppo prematuramente e repentinamente in pochissimi mesi senza dare ai suoi colleghi la possibilità di salutarla. A tutti i colleghi docenti, gli allievi, le famiglie, il personale scolastico e la dirigente scolastica ha lasciato un vuoto e un dolore immenso che cercheranno di superare con un ricordo indelebile della sua mitezza».
È stato l’istituto comprensivo a dare la notizia subito dopo il funerale, che si è tenuto ieri pomeriggio nella chiesa di Avenza.
«Una persona giovane, riservata e molto dedita al proprio lavoro di insegnante che ha svolto con professionalità e coinvolgimento totale fino allo scorso mese di febbraio – si legge in una nota dell’istituto –. Nessuno avrebbe mai immaginato un simile tragico epilogo. Chissà quante storie e favole avrà raccontato Maria Teresa ai piccoli della scuola dell’infanzia di Fossola per farli divertire, sognare e sorridere. Storie magiche in cui, per la gioia di tutti, il male veniva sempre sconfitto, invece in questa vicenda reale, purtroppo mancherà il lieto fine». —
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