La manifestazione
Bagni in piazza Pellerano, nessun ripensamento
massa. L’amministrazione comunale non cede sui bagni pubblici: resteranno in quella parte di piazza Pellerano, l’unica ritenuta possibile dagli uffici tecnici. A chiederne lo spostamento, con un’interpellanza, è stato il gruppo Pd, primo firmatario il capogruppo Gabriele Carioli.
«Alcuni cittadini hanno chiesto di spostare i bagni pubblici che l’amministrazione ha individuato in un luogo vicino ad alcuni commercianti. Lo riteniamo inopportuno e poco consono alle attività circostanti. Ci sono altri siti per quell’opera, che peraltro serve. Speriamo piuttosto che questa conferma non sia solo per contrastare la presa di posizione di una forza politica interna alla maggioranza», riferendosi al sit-in di protesta, per analoghe ragioni, di alcuni esponenti locali di Forza Italia.
Inamovibile però l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi e il, con lui, settore lavori pubblici, argomentando che dietro la scelta di quel sito ci sono ragioni puramente tecniche e logistiche: nell’ideale suddivisione in sei zone del parco solo una presenterebbe le caratteristiche consone all’installazione dei bagni pubblici; le altre cinque, per la presenza della fontana, del parco giochi, per la destinazione ad uso spettacoli o degli stessi alberi che non possono essere abbattuti non sono idonee a quei servizi. Solo la zona individuata, si legge nella risposta all’interpellanza, si trova in prossimità dell’ingresso pedonale, e comporta solo una risagomatura dell’area prato senza taglio di alberi ad alto fusto; c’è un filare di alberi che fungono da barriera; la strada prospiciente è dotata di fognatura nera; il servizio igienico disterà circa 21 metri dagli esercizi commerciali. Insoddisfatto l’interpellante: «È vera la distanza di 20 metri, ma i tavoli esterni saranno si e no a 5 cinque o sei metri. Pure l’allaccio alla fognatura nera è presente in altri punti, e gli alberi verranno tagliati ugualmente. Fa specie che il sindaco si sia recato più volte nella piazza adducendo l’ipotesi di spostarli mentre oggi si scopre che sono stati i tecnici ad individuare quella zona. Visto che i lavori sono fermi è opportuno spostarli, quel luogo è il meno indicato. Chiedo ancora di intervenire presso l’ufficio tecnico per convincerli». — I.Z.
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