Il dolore
Il cane Boris maltrattato, condannati i proprietari
massa. Un animale maltrattato e l’impegno della Lega del Cane per assicuragli giustizia fino alla sentenza di appello dei giorni scorsi che riconosce la colpevolezza di chi quei maltrattamenti li aveva fatti.
«Quella di Boris – ricorda la Lega del Cane – è una storia che risale a cinque anni fa e da allora noi non abbiamo mai fatto un passo indietro per ottenere giustizia. Boris era un bull terrier affidato alla Sezione di Massa della Lega, dopo essere stato sequestrato. Fino a quel momento, il cane aveva vissuto in una condizione di degrado totale, nella sporcizia, con una cuccia inadeguata che gli causava ferite e lesioni ed era affetto da una grave forma di dermatite. La sentenza di primo grado – ripercorre la Lega del Cane – era stata a favore degli accusati di maltrattamenti, tanto da assolverli perché, secondo il giudice, non c’era la volontà di aggravare la salute del cane. La Lega però non si è data per vinta e ha presentato appello, sostenendo che invece la volontà evidentemente c’era in quanto i proprietari di Boris avevano ricevuto delle prescrizioni dalle Guardie Zoofile su quello che dovevano fare per migliorare la situazione del cane ma le avevano completamente ignorate. In ogni caso, Lega – si dettaglia in una nota – ravvisava la violazione dell’articolo 727 del codice penale per aver detenuto l’animale in condizioni incompatibili con la sua natura, provocandone la sofferenza. Finalmente, a distanza di tutti questi anni, è arrivata la condanna dalla Corte di Appello per i due imputati».
«Non abbiamo ancora le motivazioni della sentenza, ma siamo già soddisfatti per aver ottenuto un po’ di giustizia» fa sapere la presidente nazionale della lega del Cane Piera Rosati.
«Purtroppo non ci sarà una condanna detentiva – aggiunge ancora – dato che il pm non ha presentato appello, ma solo un risarcimento. Quanto meno è stato finalmente riconosciuto il reato previsto dall’articolo 727 del codice penale ed è sicuramente un segnale positivo. Ci consola soltanto sapere che Boris, che ora purtroppo non c’è più, ha trascorso qualche anno della sua vita in maniera serena, riacquistando salute, serenità e fiducia nell’uomo, grazie alle cure ricevute dagli attivisti della Lega del cane. La nostra priorità è sempre stata il suo benessere e abbiamo lottato affinché chi lo ha maltrattato si assumesse le proprie responsabilità». —
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