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Finanziere assolto dall’accusa di stalking: è ancora sotto processo

Melania Carnevali
Finanziere assolto dall’accusa di stalking: è ancora sotto processo

Per il tribunale non è colpevole di atti persecutori nei confronti della ex moglie ma deve ancora pronunciarsi sui presunti maltrattamenti in famiglia

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Melania Carnevali

massa. Era stato accusato dalla procura di Massa di atti persecutori nei confronti della ex moglie. Il giudice per le indagini preliminari aveva emesso, nei suoi confronti, e per questo specifico reato, anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna. Ma ieri lo stesso tribunale (giudice diverso) lo ha assolto. L’uomo, però, un finanziarie di 43 anni, deve ancora rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia per cui è ancora in essere in un altro processo.

I fatti sarebbero accaduti dal 2015 fino al febbraio del 2018, mese e anno in cui il gip, dopo la denuncia della donna e la richiesta dell’allora pubblico ministero Alessandra Conforti, emette la misura cautelare del divieto di avvicinamento.

Secondo l’accusa – che ha ricostruito il tutto con la testimonianza della donna e del suo nuovo compagno – l’uomo avrebbe iniziato a perseguitarla appena finito il matrimonio. Per due anni, almeno, l’avrebbe offesa, umiliata, minacciata di ferirla («ti mando all’ospedale», le avrebbe detto), più volte l’avrebbe presa per il collo cercando di soffocarla. Un giorno, sempre secondo quanto ricostruito dalla procura, le avrebbe mandato anche un messaggio con la foto di un paio di manette e la scritta “sei mia e faremo una brutta fine, tutti e due, se mi lasci”.

Da qui l’imputazione di maltrattamenti con l’aggravante di aver commesso il fatto davanti al figlio, minore. Per questo reato è ancora in corso un processo e arriverà la sentenza nei prossimi mesi.

L’altra accusa a suo carico era quella di stalking, cioè atti persecutori. Per questo reato, a differenza del precedente, il giudice aveva disposto il giudizio immediato, sostenendo che la «prova dei fatti appare evidente» da quanto «emerge dall’ordinanza cautelare» (il divieto di avvicinamento). Secondo la procura l’uomo, dal dicembre del 2017, avrebbe iniziato a pedinare l’ex moglie e l’attuale compagno.

Sarebbe riuscito anche a controllare a distanza il suo cellulare e, in un’occasione, l’avrebbe fermata lungo la strada, si sarebbe infilato nell’auto della donna, l’avrebbe presa a schiaffi e poi avrebbe cercato di prendere il bimbo dal seggiolino. Poi avrebbe pedinato anche l’attuale compagno, lo avrebbe costretto a fermarsi e lo avrebbe minacciato di prendersela con i suoi familiari. Secondo la procura avrebbe «creato un fondato timore per l’incolumità propria e dei propri congiunti, nonché un perdurante e grave stato d’ansia e di paura» alla moglie.

Per questi fatti, il 43enne, difeso dall’avvocato Riccardo Balatri, ieri mattina, è stato assolto. La sentenza, con le motivazioni del giudice, non è ancora stata depositata. La donna, in aula, era rappresentata dall’avvocato Lucia Bianchi. —

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