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Dottoressa e super mamma «La vera forza è il gruppo»

Alessandra Vivoli
Dottoressa e super mamma «La vera forza è il gruppo»

Laura Ginocchi è fra le ricercatrici degli studi sperimentali sul trattamento del tumore al pancreas. «Cerchiamo di migliorare la vita agli ammalati»

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Alessandra Vivoli

MASSA. È entrata nel team che, dal Noa di Massa Carrara, sta svolgendo uno studio sperimentale con l’obbiettivo, ambizioso, di rendere migliore la vita agli ammalati di tumore al pancreas.

Indossa il camice in ospedale, tutti i giorni, e spesso porta parte del lavoro a casa. «Di frequente, quando un paziente mi chiama, e prima della pandemia capitava spesso, mi porto dietro i bambini. E, spesso, sono proprio i miei figli, la sera, di chiedermi di spegnere il computer».

La chiacchierata con la dottoressa Laura Ginocchi comincia proprio dai figli e dal suo ruolo di madre.

«Mi piacerebbe che i miei figli crescendo avessero la consapevolezza che la loro mamma sta facendo qualcosa di utile per gli altri. E che questo, nella vita, è importantissimo».

Laura Ginocchi ha 38 anni, viene da Massa (il suo paese è Canevara come tiene a precisare con orgoglio) ha due figli di nove e quattro anni, e, insieme al primario di Oncologia del Noa Andrea Mamrbrini e al dottor Alessio Auci ha condotto uno studio sul tumore del pancreas e su come migliorare le condizioni di vita degli ammalati.

La laurea in medicina, per Laura è arrivata a 25 anni, poi la specializzazione e il lavoro prima a Pontedera, poi per due anni a Lucca e, infine, dal 2019 al Noa, l’ospedale della sua città. Ora lo studio sperimentale sul tumore al pancreas.

«Si tratta di una forma tumorale molto aggressiva quella che colpisce il pancreas, resistente a chemio e radioterapia – spiega la dottoressa Ginocchi – Purtroppo negli ultimi anni c’è stato un incremento di questa malattia, anche fra i giovani. Inoltre, a complicare le cose, c’è anche il fatto che siamo una provincia che produce una quantità anomala di tumori. Tutti fattori che sono alla base dello studio di una chemioterapia mirata e non convenzionale. In termini tecnici si chiama per infusione intra- arteriosa che arriva direttamente a livello della malattia». «Oltre ai risultati in termini di efficacia, testati su 114 pazienti – continua la dottoressa Ginocchi – la nostra è risultata una terapia molto importante perché poco impattante a livello di tossicità: in sostanza migliora la qualità della vita dei pazienti e questa è la cosa fondamentale».

La dottoressa Laura Ginocchi con il suo team, a questo lavoro ci si sta dedicando anima e corpo. E i risultati, ci tiene a metterlo in evidenza, sono frutto della forza del gruppo. «E per gruppo – spiega – si intende tutta l’oncologia, a partire dai colleghi medici, fino agli infermieri, agli oss. Senza la squadra non si vince e io ne sono fermamente convinta». L’unione e la squadra fanno la forza non solo in ospedale o nello studio (il “target team” che ha come referente il dottor Mambrini a breve pubblicherà nuovi lavori sui tumori), ma anche nella vita privata di questa super mamma e dottoressa.

«Ho una grande famiglia che mi sostiene e mi supporta – sottolinea la dottoressa Ginocchi – due genitori e un marito meravigliosi e due bambini stupendi. È vero mi dicono di spegnere il pc quando rientro a casa. Ma l’altro giorno il più grandicello mi ha detto: “Mamma la maestra ha detto che sei importante”». —

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