Il Tirreno

cinquale 

Raid dei ladri a scuola Rubati tablet e pc donati dai genitori

Ivan Zambelli

Gli alunni sono stati rimandati a casa per la sanificazione dei locali E intanto si pensa a dotare l’istituto di un allarme

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cinquale. Tornano i ladri alla scuola primaria del Cinquale e fanno man bassa di televisori e pc. Un gesto spregevole, un’azione ignobile, come l’ha definita la dirigente Tosca Barghini. «Stiamo parlando di dispositivi necessari per gli alunni in didattica a distanza, per quelli con disabilità, ma anche per la didattica quotidiana. Veramente un’azione ignobile». A rendere ancora più abietto questo raid è il fatto che questi apparecchi, tra cui pc, tablet e 3 o 4 smart tv da 55 pollici erano stati in gran parte comprati dai genitori con collette o fondi di cassa per sopperire alle necessità degli alunni. Il raid è avvenuto durante il weekend ed è stato scoperto poco prima il suono della campanella lunedì mattina, costringendo gli operatori scolastici a rimandare gli alunni a casa e mettendo in difficoltà molti genitori che nel frattempo erano andati al lavoro. Del resto l’istituto, dopo esser stato sottoposto agli accertamenti del caso da parte delle forze richiedeva una sanificazione pressoché totale.

I genitori si sono ritrovati quindi a dover riprendere i propri figli e trovare una soluzione per quella inaspettata mattina. Adesso le classi si stanno organizzando con delle collette, in modo da restituire entro tempi brevi se non tutta almeno una parte dei dispositivi mancanti. Anche il Comune di Montignoso è disposto a dare una mano, come informa il sindaco Gianni Lorenzetti: «Metteremo in piedi qualcosa per ricomprare quanto rubato, ci siamo sentiti questa mattina (ieri, ndr) con i rappresentanti di classe». Comunque vada, in molte famiglie resta la rabbia per questa azione ritenuta prevedibile. Infatti, il raid notturno arriva a pochi mesi di distanza da uno simile nel giugno scorso, quando dei malviventi si portarono via alcuni pc. E in quella occasione, come in questa, ebbero gioco forza dall’assenza di un sistema d’allarme o di telecamere. Proprio su questo ha insistito Lorenzetti: «Stiamo valutando se è opportuno installare un sistema di allarme o di videosorveglianza. Sul primo è un po’ più complicato, perché bisogna trovare un referente scolastico disponibile ad andare a scuola, di giorno o di notte, per aprire a polizia o carabinieri. Sembra un problema banale, ma non lo è. Il sistema di videosorveglianza invece è pur sempre un deterrente, ma lascia il tempo che trova». Insomma, la via maestra è quella del sistema di allarme, senza il quale potrebbero verificarsi di nuovo azioni simili ai danni dei bambini, alcuni diversamente abili. «C’è bisogno che la scuola metta a disposizione qualcuno. I fondi li trovo, ma ho bisogno di una formalizzazione. I soldi li investo molto volentieri, ma dall’altra parte serve qualcuno che vada ad aprire quando suona l’allarme». —

Ivan Zambelli

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