Il Tirreno

“La vocazione sinfoniale”, ecco i saggi di Pratici

Gianluca Uberti

È la ventesima pubblicazione della scrittrice di origini aullesi 

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il libro

È già uscito in Italia e negli Stati Uniti il nuovo libro di Marina Pratici, il 20esimo della scrittrice aullese, intitolato “La vocazione sinfoniale” (Helicon Edizioni), la cui prefazione è opera del poeta milanese Rodolfo Vettorello, dal gennaio 2020 candidato al Premio Nobel per la letteratura. Un bel traguardo per Marina Pratici, che dirige 4 collane (narrativa, poesia, teatro e letteratura per l’infanzia) per la Casa editrice Helicon di Arezzo e ha pubblicato, prima de “La vocazione sinfoniale”, 18 raccolte di poesie, un romanzo tradotto in 4 lingue e più saggi; ha, inoltre, all’attivo più di 300 pubblicazioni critico – letterarie. “La vocazione sinfoniale” è una raccolta di saggi, 11 per la precisione, nati come relazioni in sede congressuale e, in seguito, ricomposti in forma scritta: le relazioni sono state tenute, nel corso degli anni, in Italia, in Spagna, in Portogallo e in Belgio. Come sottolinea, nella nota in esergo all’opera, il professor Augustine P. Martel, la via prediletta da Marina Pratici è quella dell’immediatezza e del dialogo: «Le conversazioni letterarie, terreno d’azione dell’autrice, offrono sguardo nuovo sul troppo letto, sul troppo scritto; quelle di pronuncia sociale mi toccano particolarmente» aggiunge Martel, il quale conosce l’impegno trentennale della scrittrice aullese nel campo dei diritti umani. Le conversazioni si muovono su più argomenti: dall’ “Orlando” di Virginia Woolf a “Il vaso d’oro” di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann; dalle lettere d’amore alla negazione del diritto di essere bambine; da Eleonora Duse e l’ “Elektra” di Hugo von Hofmannsthal alla poesia “Nella stanza” di Emily Dickinson; dalla cultura quale luogo paradigmatico del bene (Thomas Stearns Eliot) alla gentilezza come parola d’ordine del terzo millennio (Carlo Rocchetta); dal mistero della creazione secondo Sigmund Freud all’indefinibilità della poesia secondo Eugenio Montale. Il tutto nel segno, imperativo, della vocazione sinfoniale; come suggerisce il professor Emerico Giachery nella citazione dalla quarta di copertina del volume: «La scrittura saggistica dell’interprete letterario non ha minor dignità e qualità di quella del narratore e del poeta. Al pari di qualsiasi altra scrittura letteraria, richiede ritmo, arte del modulare e concertare, finezza di passaggi, sensibilità semantica e persino immaginazione di una qualità particolare. Movendosi su più piani, la scrittura saggistica ha vocazione sinfoniale».

Già partite le presentazioni del nuovo libro di Marina Pratici in modalità online: la prima a cura del professor Antonio Valastro da Lisbona, mentre la seconda è stata a cura del professor Joan Josep Barcelo da Palma di Maiorca, e da lì in Cile e in Sudamerica; la prossima è in programma giovedì 6 maggio da Bruxelles e sarà condotta dal professor Augustine P. Martel. Marina Pratici è critico letterario, saggista e poeta. Fondatrice e presidente di prestigiosi Premi letterari internazionali, tiene seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha ricevuto 12 Premi alla carriera, la distinzione di Ufficiale della Repubblica italiana e la medaglia della presidenza del Senato. –

Gianluca Uberti

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