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la vertenza carrarafiere 

«Vogliamo vedere cosa c’è nel piano di risanamento»

L. B.
«Vogliamo vedere cosa c’è nel piano di risanamento»

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carrara. Chiedono risposte per i lavoratori e anche per il territorio. Sì, perché per i tre segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, quella rappresentata da Imm-CarraraFiere è «una infrastruttura di sistema, proprio come la Pontremolese» e per le sigle il caso Imm è paradigmatico del rapporto lavoro-territorio-Regione. Parafrasando il loro pensiero: c’è una crisi lavorativa irrisolta e che si trascina da tempo, il territorio si presenta a più voci, Firenze non risponde.

Chi subisce le conseguenze di tutto questo? «Pagano i lavoratori – aggiungono i rappresentanti provinciali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil –; per questo chiediamo chiarezza, risposte certe sul futuro dei lavoratori e sulle prospettive di Imm-CarraraFiere». Un punto della situazione che arriva a una manciata di giorni dalla pubblicazione di un avviso pubblico per la vendita della palazzina Mangiarotti del complesso Imm-CarraraFiere. Avviso messo nero su bianco dall’amministratore unico, il fiorentino Francesco Amedoro (in carica in viale Galilei dal settembre del 2020) e relativo a una “porzione” immobiliare del centro direzionale (quella progettata dall’architetto Angelo Mangiarotti). Le manifestazioni di interesse devono essere presentate entro il 24 maggio prossimo; la vendita è riservata a enti pubblici. Una prima risposta, seppur parziale, sul futuro prossimo di Imm, sul quale si era espresso in questi giorni anche il primo cittadino di Carrara, Francesco De Pasquale, che si è detto consapevole «della difficoltà della situazione e delle ripercussioni che questa ha sulla vita dei lavoratori» aggiungendo di essere in attesa «di esaminare il piano di risanamento della società, nella speranza che da questo possa emergere un segnale positivo per un’azienda così importante per la nostra città, per l’intera provincia e non solo».

Piano di risanamento che stanno aspettando anche le sigle attendono ancora il piano di risanamento. «Ma non abbiamo avuto risposte dalla Regione, non vogliamo che la questione possa ricadere sui lavoratori. Invochiamo da tempo dal Comune e dalla Regione, soci maggiori, risposte certe, ma non abbiamo nemmeno visto il piano di risanamento...». Eppure il piano, secondo i bene informati, ci sarebbe già da qualche settimana. «Un paio di anni di cassa integrazione ai lavoratori, la vendita della Marmoteca e quella della palazzina Mangiarotti: è questo lo scenario che ci aspetta? Abbiamo bisogno di prospettive perché sia chiaro, l’improvvisazione non paga», chiudono i sindacati. –

L. B.

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