«Il tuo pacco è in giacenza» Il nuovo raggiro via sms
massa. Sanno tutto: il nome, il cognome, anche la professione. E mandano messaggi su misura per segnalare un pacco in giacenza che in realtà in giacenza non è. «Ciao Mario Rossi ingegnere, il tuo pacco non è stato consegnato questa mattina. Programma qui» e allegato il link. Oppure semplicemente: «Spedizione di Dpd group è in giacenza e devi gestire la riconsegna» e anche qui link da cliccare. Ma è un truffa. L’ennesima truffa in cui chiunque, oggi, nell’era dell’e-commerce e degli acquisti online, dove siamo sempre in attesa di un pacco da ricevere, potrebbe cascare.
Si tratta di una campagna di diffusione del malware Flu Bot. Un software che è in grado di impossessarsi degli smartphone Android, rubando dati sensibili di varia natura, incluse le credenziali per accedere alle app di home banking. Se lo smartphone è infettato da questo malware, il rischio che venga rubato del denaro proprio da conti corrente e carte di credito è quasi certo.
L’indirizzo truffaldino provocherebbe danni o potenziali rischi abbastanza marginali su IPhone.
Diverso il discorso su Android. Cliccando sul link si è reindirizzati a un sito web che consente di scaricare un’applicazione a cui concedere tutta una serie di permessi. Installandola si mettono a rischio i tuoi dati sensibili. Quando si ricevono questi messaggi bisogna quindi semplicemente cancellarli.
Anche Bartolini, l’azienda italiana di corrieri, ha messo in allerta quanti ricevono messaggi a nome della società. «Si sono verificati tentativi di frode – si legge nel sito della Bartolini – con l’uso non autorizzato del nome e del marchio Brt ricorrendo a comunicazioni e-mail che, apparentemente, sembrano provenire dalla nostra azienda. Nella maggior parte dei casi, queste comunicazioni fanno riferimento a presunti “Solleciti di pagamento delle spedizioni in giacenza” da parte di Brt Corriere Espresso. Brt non richiede questo tipo di pagamenti online, ma riscuote i contrassegni al momento della consegna. Invitiamo pertanto a non fidarsi di richieste, via e-mail o sms, di inviare i dati personali o bancari. Nel dubbio consigliamo di contattare la polizia postale».
In questo caso, dice l’azienda, il rischio è il phishing. Una parola che indica l’azione dei criminali web di pescare dati personali e sensibili come username, password, dati finanziari o bancari. Con l’obiettivo di far leva sul senso di urgenza per cliccare sui link presenti nella mail e carpire i dati sensibili che vengono immediatamente passati al truffatore.
Ci potrebbe anche essere la richiesta di scaricare o installare dei software o file e questo potrebbe danneggiare il pc e mettere a rischio i dati presenti all’interno. —
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