Sicurezza
Morsi e minacce a Boggi, la verità nella perizia
Ieri davanti al gup l’imprenditore Manrico Dell’Amico accusato di estorsione nei confronti del commercialista carrarese
Melania Carnevali
carrara. La definiscono «un’udienza utile». Utile anche alla difesa, dicono Enrico Di Martino e Daniele Caprara, gli avvocati di Manrico Dell’Amico, l’imprenditore di 64 anni finito sotto accusa per estorsione nei confronti del commercialista carrerese Lucio Boggi. Il 64enne ha scelto l’abbreviato condizionato, quindi con un’integrazione probatoria.
Ieri, davanti al giudice dell’udienza preliminare Dario Berrino, è stata presentata la perizia sui rapporti tra Dell’Amico e la presunta vittima. E secondo i legali la perizia va a loro vantaggio. «Dimostreremo che l’estorsione non c’è stata», commentano al Tirreno al margine dell’udienza.
Secondo la procura Dell’Amico, a forza di minacce e violenza, avrebbe costretto Boggi a rinunciare a un contratto di affitto della sua cava di marmo e si sarebbe anche fatto consegnare nel tempo circa 200 mila euro.
I fatti contestati dal pubblico ministero Roberta Moramarco sarebbero accaduti a cavallo tra il 31 ottobre del 2018 e il 4 gennaio del 2019, giorno, questo, in cui l’imprenditore si presentò nell’azienda dove lavorava Boggi per, ricostruisce la procura, farsi consegnare 35mila euro. All’uscita dall’azienda, però, trovò gli uomini del commissariato di polizia di Carrara che lo arrestarono.
Il primo fatto invece sarebbe accaduto il 31 ottobre del 2018. Per costringere il commercialista a rinunciare al contratto di affitto di Cava Vittoria gli avrebbe morso anche un orecchio. Da qui l’aggravante per lesioni personale.
Più volte, inoltre, secondo quanto ricostruito in fase di indagine dalla guardia di finanza, lo avrebbe chiamato minacciandolo con frasi del tipo «ti ammazzo... non ti riconosce neppure tua madre», facendosi così consegnare assegni o girare bonifici da diverse migliaia di euro ogni volta.
Il 3 gennaio del 2019, poi, lo avrebbe chiamato per dirgli che se non gli avesse ceduto gratuitamente tutti i macchinari e i mezzi di cava Vittoria (dal valore complessivo di 500mila euro) li avrebbe incendiati o, in alternativa, lo avrebbe ammazzato. E anche lì, giù soldi di Boggi.
Tutto poi è finito con il blitz della polizia. Il primo luglio si terrà la discussione finale. —
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