Il Tirreno

la società in crisi 

Imm-CarraraFiere mette in vendita la palazzina degli uffici di Mangiarotti

Alessandra Vivoli
Imm-CarraraFiere mette in vendita la palazzina degli uffici di Mangiarotti

Trattativa privata e riservata solo a enti per l’edificio del centro direzionale progettato dal celebre architetto 

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Alessandra Vivoli

CARRARA. Il polo fieristico di Marina di Carrara perde i pezzi. Con un avviso pubblico (datato 26 aprile) firmato dall’amministratore unico della fiera, Francesco Amedoro nominato dalla Regione, si mette nero su bianco la vendita di una “porzione” immobiliare del centro direzionale di Imm-CarraraFiere. La parte, per intenderciprogettata dall’architetto Angelo Mangiarotti.

L’avviso pubblico

Si tratta di una trattativa privata per la cessione di un “bene immobile” , in viale Galilei numero 133, censito in catasato al foglio 95 (particella 30 subalterno 4 da frazionare). Un immobile, si legge nell’avviso pubblico, costruito su tre livelli (1.404 metri quadri a pian terreno, 300mq al primo piano e altri 300 al secondo).

Le manifestazioni di interesse devono essere presentate entro il 24 maggio prossimo, quindi a stretto giro di posta. La vendita è riservata a enti pubblici.

la vicenda

Senza fiere da oltre un anno (se non quella diffusa, la White Carrara Downtown), lo sport come soluzione all’orizzonte (come scriviamo a parte in dettaglio) e il presente scandito dalle risposte all’emergenza sanitaria (leggi tracciamento e vaccini): questo lo scenario di Imm-CarraraFiere oggi.

Indubbie potenzialità, ma anche tanti nodi irrisolti, a partire dal bilancio del 2019 non ancora approvato.

E così il grande complesso fieristico è in attesa del piano di risanamento redatto da quello che è, da settembre 2020, l’amministratore unico: Francesco Amedoro, fiorentino, scelto dalla Regione Toscana (con 36, 4% il socio più importante con il Comune che ha il 40, 8%) nella scorsa “calda” estate con molti tavoli tra soci, vertici e sigle sindacali. Un piano in cui è inserito nero su bianco il futuro di Imm, dei suoi lavoratori, e che dovrebbe essere pronto dopo mesi, anche se ancora a quanto sembra al vaglio dei soci. Un testo che – prendendo in prestito le parole del bilancio previsionale approvato dal Municipio – rappresenta «una analisi societaria con l’obiettivo di verificare se esistono ancora le condizioni di continuità aziendale per proseguire l’attività o se invece non resta altra possibilità della messa in liquidazione». Uno spettro da scongiurare, quest’ultimo, come aveva dichiarato alla fine del 2020 anche l’assessore regionale Leonardo Marras: «La situazione è grave. Noi dobbiamo approvare il bilancio d’esercizio del 2019 per garantire continuità, per permetterci poi di lavorare con una premessa: evitare in tutti modi la liquidazione e profilare, come fatto ad Arezzo, un futuro. Il nostro interesse è concentrato su Carrara». Nel frattempo, nell’ultimo anno, come detto, il complesso fieristico è stato destinato in parte allo sport, poi come hub vaccinale nelle ultime settimane (e anche per il tracciamento da novembre scorso); sullo sfondo una serie di fiere che, a causa della pandemia, hanno “salutato” con un arrivederci a data da destinarsi. Poi alcune ipotesi: quella circolata di un subentro più sostanzioso del mondo industriale del lapideo (con tanto di show-room); ma anche quella di un acquisto da parte della Regione della palazzina uffici. Regione dalla quale nel frattempo, tramite bando ad hoc, sono arrivati poco più di 300mila euro per la fiera.

il retroscena

Per chi da tempo segue la vicenda di CarraraFiere quella della vendita del centro direzionale, la palazzina degli uffici, era una mossa attesa per, come si dice in gergo “stanare” la Regione e convincerla ad acquistare in prima persona quella porzione di fiera. Ma, proprio su questo fronte, le aperture da Firenze erano sempre state più che tiepide. —

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