Il dolore
Eutanasia, il procuratore generale chiede l'assoluzione per Cappato e Mina Welby
I due erano stati assolti in primo grado dall'accusa di assistenza al suicidio offerto al massese Davide Trentini, malato di Sla e morto in una clinica in Svizzera nel 2017
Il procuratore generale di Genova Roberto Aniello ha chiesto la conferma dell'assoluzione per Marco Cappato e Mina Welby. I due erano già stati assolti in primo grado dall'accusa di assistenza al suicidio offerto a Davide Trentini, malato di Sla e morto in una clinica in Svizzera nel 2017. Il pg ha parlato per quasi due ore nella prima udienza del processo d'appello. Adesso la parola passata ai legali degli imputati.
Trentini, 53 anni, malato di sclerosi multipla da quanto ne aveva 27, fu aiutato da Aniello e Mina Welby - il primo economicamente attraverso l'associazione Sostegno civile, la seconda accompagnandolo in Svizzera -, a morire col suicidio assistito in una clinica di Basilea.
Era il 13 luglio 2017: il giorno dopo Cappato e Welby, rispettivamente tesoriere e copresidente dell'associazione Luca Coscioni, si presentarono ai carabinieri di Massa, la città di Trentini, per autodenunciarsi, facendo partire il procedimento penale per l'accusa di istigazione al suicidio sia per quella di aiuto al suicidi.
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