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Cardiopatie congenite e trapianti: un’alleanza tra Monasterio e Siena

28 aprile 2021
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massa. Potenziare il percorso dedicato al trapianto di cuore e all’assistenza ventricolare meccanica nei pazienti adulti affetti da cardiopatie congenite, grazie ad una collaborazione tra Aou Senese e Fondazione Monasterio. Questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dai rispettivi direttori generali, Antonio Barretta e Marco Torre, per mettere a fattore comune le rispettive expertise e garantire la gestione dei pazienti con cardiopatie congenite che necessitano di particolari tipologie assistenziali, quali l’assistenza ventricolare meccanica, o che sono candidabili al trapianto di cuore, che vede nell’ospedale Santa Maria alle Scotte il centro di riferimento per la Regione Toscana.

Due eccellenze del territorio che si legano a doppio filo per uno scopo comune: la cura di pazienti adulti affetti da cardiopatia congenita, una popolazione silenziosa e in continua crescita. Con una bassa aspettativa di vita, a volte addirittura con una malformazione tale da essere incompatibile con la vita, fino agli anni '70 non potevano ricevere cure. Oggi, grazie ai progressi della medicina e della scienza, abbiamo imparato a conoscere le tipologie di malformazioni cardiache e questi pazienti possono essere operati: le correzioni cardiochirurgiche e i trapianti permettono loro di condurre la propria vita, al nostro fianco.

«Si tratta di un impegno sottoscritto per garantire a questi pazienti le migliori professionalità presenti in Toscana e favorire la massima collaborazione tra professionisti», commenta il direttore generale dell’Aou senese Antonio Barretta.

«Voglio ringraziare, innanzitutto, i nostri clinici, che hanno promosso questa importante collaborazione – aggiunge Marco Torre, direttore generale della Fondazione Monasterio.

«Le due équipe hanno già iniziato a collaborare con un primo intervento effettuato nei giorni scorsi – prosegue la dottoressa Serafina Valente, direttrice del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare. I pazienti cardiopatici congeniti adulti, identificati con l’acronimo Guch, richiedono un’intensa attività assistenziale, orientata alla multidisciplinarietà e che coinvolge diversi professionisti. —

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