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Nuove regole in aula Mencarelli: «Bavaglio all’opposizione»
Manuela D'Angelo
MASSA. Arriva domani in aula il nuovo Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, con le modifiche che cambieranno il volto delle discussioni. Secondo la maggioranza rendendo i consigli più snelli. Secondo l'opposizione limitando gli strumenti di una discussione democratica e imbavagliando le minoranze.
Il cuore delle modifiche, secondo la consigliera del Movimento 5 Stelle Luana Mencarelli, riguarda la «volontà di limitare i margini di manovra dell'opposizione, logorando gli strumenti che avevamo a disposizione per far sentire la nostra voce e quella dei cittadini che rappresentiamo. Questa amministrazione ci tratta come poveri reietti che hanno perso le elezioni e che non meritano nessuna spiegazione». «Il nuovo regolamento – spiega – è arrivato in commissione con numerose, assurde e a tratti incomprensibili modifiche e quando abbiamo chiesto il perché di certe scelte ci è stato risposto: perché così vuole la maggioranza». Prima venivano concessi ai consiglieri 3 minuti per l'esposizione delle loro interpellanze, 5 minuti alla giunta per rispondere e 2 minuti allo stesso consigliere per controbattere. Il nuovo regolamento porta a 60 secondi la risposta alla giunta: «In pratica – dice Mencarelli – avremo il tempo solo di dire “non siamo soddisfatti” senza poter più argomentare». Non sarà più possibile presentare emendamenti durante le sedute, ma soltanto 5 giorni prima: «Significa che se durante una discussione alle minoranze venisse in mente di emendare un provvedimento, perché ci siamo accorti di un errore, o abbiamo avuto una idea, non potremo più farlo». Tutte le mozioni dei consiglieri prima di arrivare in consiglio passavano dalla commissione competente, invece adesso sarà il presidente del consiglio comunale a decidere quali vi passeranno e quali arriveranno direttamente in aula: «Era una prova di discussione in più, un momento di confronto – continua Mencarelli – nessuno ci ha spiegato i criteri con i quali il presidente deciderà cosa far discutere in commissione e cosa no. Una discrezionalità che manifesta incompetenza». E poi c'è il “fatto personale”: ogni consigliere, se si sentiva offeso dalle parole di un altro componente del consiglio, poteva chiedere di rispondere. Adesso «il fatto personale non può ripetersi più di una volta nei confronti del medesimo soggetto e sullo stesso argomento – spiega la Mencarelli – Ma cosa vuol dire? Che se mi offendono due consiglieri diversi sullo sesso argomento posso rispondere solo ad uno?». Infine forse uno dei punti più gravi a parare della consigliera: «Hanno aggiunto un articolo, il 50 bis, che sposta la centralità del consiglio comunale nelle mani del presidente del consiglio. Un articolo antidemocratico che sostiene che “le modalità di intervento sono definite dal presidente al momento della seduta”. In pratica Benedetti potrà decidere le modalità dei nostri interventi durante la seduta, in base al suo umore». «La maggioranza ha i numeri per votarsi il regolamento – conclude – Non potremo fare nulla per impedire che vengano cancellati i diritti anche delle minoranze future. Questo è molto triste» . —
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