Il Tirreno

la storia 

Il maxi risarcimento scoperto dopo sette anni

Alessandra Vivoli

La vedova di un dipendente Salt di 44 anni morto sul lavoro era all’oscuro di una seconda polizza stipulata dall’azienda

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Alessandra Vivoli

CARRARA. Il marito, dipendente Salt, muore in strada, stroncato da un infarto mentre sta andando al lavoro. Lo chiamano, in gergo, “infortunio in itinere”. È un morto sul lavoro.

Per la moglie è stata una vita spezzata, a 44 anni, sono stati i sogni di coppia congelati, lo choc di vedere morire, sopraffatti dal dolore, anche i suoceri un anno dopo la tragica fine del figlio.

Ci sono gli aspetti emozionali, i dati sensibili (per questo omettiamo il nome della protagonista di questa vicenda) ma ci sono anche gli aspetti pratici e burocratici. E, soprattutto c’è una polizza risarcitoria da 250mila euro che, per sette anni “scompare” e che solo grazie alla tenacia di un legale, esperto nel diritto del lavoro, viene scoperta e, soprattutto liquidata alla vedova. Proprio come era nel suo diritto visto che le assicurazioni, in caso di morte sul lavoro, per i dipendenti della Salt sono due e vengono stipulate “conto terzi”.

Ma procediamo con ordine. L’impiegato della Saltr 44enne muore in strada, mentre sta andando in ufficio nel 2014.

La donna viene contatta dall’assicurazione, le Generali Sai: arriva, a un anno dalla morte del marito un risarcimento di 25mila euro (altrettanti al cognato, il fratello dell’uomo).

Solo cinque anni fa la vedova viene a scoprire che in realtà le polizze stipulate dall’azienda Salt (non solo per suo marito, ma per tutti i lavoratori) erano due. E la seconda molto più consistente rispetto alla prima.

A questo punto la donna si rivolge all’avvocato carrarese Claudio Lalli. Parte la prima richiesta alla Salt sulla seconda polizza. Le lettere sono in realtà tre perché alle prime due non arriva risposta. Solo di fronte all’annuncio da parte di legale di rivolgersi direttamente al giudice del lavoro per fare chiarezza sulla vicenda, compare la seconda assicurazione.

Una polizza che, in caso di morte sul lavoro, prevede un risarcimento di 250mila euro. Risarcimento che è stato pagato alla diretta interessata proprio quest’anno, a sette anni dalla morte del marito.

Se la donna non avesse scoperto, quasi per caso parlando con un sindacalista, che le polizze stipulate per i lavoratori Salt erano due (sia per infortunio che in caso di morte) quel risarcimento sarebbe rimasto congelato. E i 250mila euro non sarebbero mai arrivati alla vedova.

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