Il dolore
Resistenti sempre anche contro il virus: il 25 aprile diventa “diffuso”
Dalle cerimonie ufficiali alla memoria celebrata dai singoli cittadini nei luoghi della memoria collettiva
massa. Dalle piazze virtuali, come quella promossa dagli “Archivi della Resistenza” promotori di uno streaming per tenere vivi i valori della festa della Liberazione in alternativa alle iniziative che sarebbero state organizzate come tradizione a Fosdinovo in assenza del Covid. A quelle reali, fisiche, se pur meno partecipate. Sia quelle delle istituzioni, con i Comuni, la Provincia, la Prefettura e l’Anpi a Massa ieri mattina . Che quelle delle tante associazioni, come la Pro Loco di Avenza ad esempio, scese in campo per celebrare i valori del 25 aprile.
La Liberazione apuana ha avuto, anche quest’anno e nonostante le limitazioni imposte dal Covid, mille volti e mille voci diverse. Intanto quelle dei privati cittadini che hanno risposto all’appello dell’Anpi nazionale: un fiore nei luoghi che ricordano il sacrificio per la libertà di uomini e donne. È quello che ha fatto, in prima persona, la presidente dell’Anpi di Massa, Elena Cordoni, che ieri pomeriggio ha deposto un fiore in piazza della Stazione in omaggio al giovane partigiano Giuseppe Minuto. Anpi è stato protagonista, insieme alle istituzioni e alle associazioni del territorio, anche della cerimonia in pizza Aranci con le autorità civili e militari della provincia. E ancora in Duomo a Massa per il flash mob con la Coperta della Pace promosso insieme all’Accademia apuana della Pace.
«Non siamo ancora “liberi” da un altro oppressore...». Ha detto, a Carrara, il sindaco Francesco De Pasquale durante una cerimonia caratterizzata dalle disposizioni anti-contagio. «La data della Liberazione è molto importante, però oggi ci ricorda che non siamo ancora “liberi” da un altro oppressore, ovviamente diverso, al quale nessuno è abituato e che ci obbliga a una cerimonia così», commenta il primo cittadino declinando l’abbraccio collettivo via social. Poi spazio all’Anpi, con il presidente carrarese Nando Sanguinetti: «Il sogno delle destre populiste è l’abolizione della festa della Liberazione, perché non è la loro festa bensì la loro vergogna. Non si illudano, anche in forma ridotta, è sempre viva. Mai come oggi è necessaria, doverosa». E anche per l’Anpi non mancano i riferimenti al periodo attutale che “lanciano” con tanto di stoccate che arrivano alla vigilia della zona gialla: «Viviamo un momento difficile, anche politico. Il Covid ha devastato la società, ma dobbiamo uscirne. Abbiamo sentito le parole, per le riaperture, “rischio calcolato”. È inaccettabile, significa tradotto: “Riapriamo pure, ma cosa contano i morti, pochi o tanti, rispetto al diritto di andare al ristorante dopo le 22?”. L’economia deve riprendersi e se per farlo dovrà passare su qualche cadavere che c’è di strano: l’economia non si fa scrupoli, in nome del profitto...». – L. B. -V. L.
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