Italia
Riqualificazione “fai da te” vicolo San Piero adottato torna al suo splendore
L'idea parte nell'ottobre del 2018 promossa dal “Circolo dei Baccanali” Murales, opere, perfino i vasi delle piante sono stati completamente ridipinti
Luca Barbieri
CARRARA. Poco più di un paio di anni fa il progetto “Adotta un vicolo” era partito, per i promotori, come un «esperimento collettivo». Gli intenti erano chiari e non troppo distante c'era già un esempio da provare a bissare (vicolo dell'Arancio): «Rispondere con idee originali e coinvolgenti allo stato di degrado, incuria e abbandono di molti vicoli e viuzze storiche carraresi, provando a porvi rimedio attivamente», si diceva. Per vedere oggi la riuscita di quell'esperimento basta immergersi nei quasi 300 metri di vicolo, in pieno centro storico a Carrara: in via San Piero, “casa” della Cooperativa Tipolitografica – legata al mondo anarchico e che oltre a varie pubblicazioni sull'anarchia, stampa Umanità Nova, storico settimanale anarchico, pronto a essere spedito poi da Carrara in tutta Italia (e nel mondo) –, ma anche degli “Affreschi di memoria” (del 2002, recuperati anche questi negli ultimi tempi grazie all’iniziativa). E da ottobre 2018 “casa” del progetto artistico floreale collettivo “Adotta un vicolo” appunto che ha ridisegnato la strada: colori, piante, opere, ma soprattutto un nuovo modo di dialogare con lo spazio urbano. «L'idea parte nell'ottobre del 2018 promossa dal “Circolo dei Baccanali” (di via San Piero appunto), a sua volta ispirata dalla realtà di via dell'Arancio, diventata, grazie alla sensibilità e caparbietà di diversi residenti, una suggestiva parentesi “verde” in pieno centro. Nasce come reazione creativa allo stato di incuria in cui versano molte viuzze storiche della città. È una iniziativa di decoro urbano “fai da te” condivisa con soci del circolo, residenti e artisti che volontariamente hanno aderito», spiegano oggi gli organizzatori. L'avevano definito “recupero dal basso”, perché il progetto che è salito in poco tempo poi alla ribalta delle cronache non ha incassato nessun patrocinio: né il Comune, né altri enti. Il Circolo come motore e poi i soci, i residenti, il gruppo di amici, a trainare. Dai primi interventi di pulizia della strada, dalla richiesta di interventi di manutenzione urbana, poi le piante e i fiori (molte di queste o donate o recuperate). Da lì sono partiti gli interventi di street art con il coinvolgimento di oltre trenta artisti locali e non solo. C'è di più. Nel mezzo ecco la riqualificazione dell'ex lavatoio abbandonato in aiuola diffusa; il ripristino delle fontanina; e, inoltre, la pulizia e gli interventi artistico-informativi in prossimità del ponte di Groppoli che è di fatto la tappa finale della “passeggiata artistica”. E ancora: l'idea di “adotta un vasetto”, con la decorazione dei vasi. E nonostante l'emergenza Covid-19, pronta a sferzare colpi su colpi ai concetti di aggregazione e socialità, il lavoro è andato avanti: «Nuovi artisti hanno già in mente diverse creazioni. Ci piacerebbe dare seguito alle feste in strada che avevamo proposto, anche perché in molti stanno scoprendo la zona per una passeggiata alternativa macchinetta fotografica alla mano», raccontano i promotori. L'ultima novità? Da ieri un alberello secco dell'aiuola è stato trasformato in uno spazio espositivo dove ognuno può organizzare la sua piccola mostra: «L'idea di base è quella di dare “nuova vita” al Buddleia (conosciuto come albero delle farfalle), il piccolo arbusto dentro all'aiuola. Seccato nei mesi scorsi, è stato conservato, dipinto e immaginato come una tela bianca neutrale, un piccolo spazio espositivo all'aperto dove poter organizzare mostre pendenti a rotazione». —
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