Sicurezza
«Chiamate anche da fuori regione per prenotare»
I ristoratori alle prese con le riaperture: «Ma lavorare solo all’aperto non basta, speriamo di tornare alla normalità»
MASSA. Il calo della curva anche se lento, comincia ad essere continuo e cominciano i primi provvedimenti per tornare sulla retta via. Con il ritorno al giallo ecco allora le riaperture di molte attività. «Lunedì i ristoranti potranno essere aperti a pranzo e cena purché all’aperto» spiega Daniele Tarantino vicepresidente nazionale di Confimpresa. Ristoranti e bar sono tra le attività che più hanno sofferto (insieme a tante altre). E sono tra le più attese perché la gente ha una voglia matta di uscire, tornare a mangiar fuori, stare in compagnia. E questo viene confermato dalla voce dei ristoratori: arrivano tantissime chiamate da clienti anche di altre regioni che prenotano e chiedono informazioni. Ed allora abbiamo fatto un giro di chiacchierate con diversi ristoratori, per tastare il polso alla loro salute e voglia di ripartire. «La voglia di ripartire è tantissima – dice Alessandro Costa dell’Amici dell’Universo di Cinquale – ma insieme a questa serve un grande aiuto economico dalle istituzioni perché moltissimi di noi sono all’estremo. Per quanto riguarda noi possiamo contare, per gli spazi all’aperto, di una ottantina di posti, non moltissimi ma per cominciare potrebbero andar bene. Poi speriamo che al più presto si possa aprire anche l’interno. Perché noi dopo la buona estate scorsa abbiamo fatto un grosso investimento per coprire più posti ancora. Ed anche perché in estate diamo lavoro a 22 persone e ci piacerebbe aumentare il loro impiego per più tempo. Ma se non ci arrivano sostegni – conclude Alessandro – siamo pronti a fare qualsiasi protesta». Una provocazione per far capire lo stato di molti ristoratori. Sulla stessa falsariga degli altri Gianluca Baldini del Pancino. «Noi siamo stati chiusi otto mesi perché non era conveniente tenere aperto per qualche asporto con le spese fisse ed il personale che abbiamo – e precisa – comunque siamo pronti a ripartire anche con gli spazi all’aperto sperando in un successivo completamento con l’interno a breve giro. Da una settimana abbiamo iniziato a fare le pulizie e per quanto riguarda sanificazione e le altre condizioni di sicurezza eravamo già in linea. Al momento con le tre terrazze che abbiamo possiamo contare su circa 110 posti esterni distanziati. Per noi sarebbe nuovo ossigeno da unire alla grande voglia di ripartire. Penso che il governo farà aprire presto anche all’interno perché non ha più soldi da dare ed ha bisogno che le attività come la ristorazione tornino a camminare con le proprie gambe. C’è tanta voglia di uscire, ci chiamano clienti da ogni regione, cercano informazioni e prenotazioni anche per i fine settimana».
«Stiamo facendo grossi sacrifici di investimenti e lavori di ristrutturazione malgrado la chiusura per la Pandemia – conferma Alessio Giorgeri del ristorante Osteria Del Mare – e non riapriremo subito ma aspetteremo anche la conclusione di questi lavori. Siamo fiduciosi, speriamo nella possibilità di aprire totalmente prima dell’estate». Dubbioso ma anche positive le speranze di Silvio Petri del ristorante Pizzeria La Carretta. «Siamo chiusi da settembre perché non valeva la candela aprire solo per asporto con le spese ed il personale che abbiamo – confessa – e siamo stremati, stiamo comunque preparando la riapertura». «Per il nostro tipo di conduzione, familiare, siamo rimasti sempre aperti più che altro per accontentare i clienti con l’asporto ma chiaramente non arrivavamo alle spese. Le nuove disposizioni dell’apertura all’aperto sarebbero per noi un buon inizio – conferma il titolare dell’Uliveto Tony Salvatori – perché abbiamo grande spazio anche per l’aperto, circa 100 posti. Certo però che speriamo di tornare al più presto all’apertura totale ». –Aldo Antola
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