Il Tirreno

l’inchiesta 

«Aiutatemi, quell’uomo mi ha stuprata»

Chiara Sillicani

Indagato un cinquantenne di Pontremoli. La vittima della violenza sarebbe stata avvicinata in stazione

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pontremoli. Si fa coraggio e racconta tutto alla polizia ferroviaria: l’incontro, quelle due chiacchiere scambiate in stazione. E poi tutto quel dolore, la cosa più brutta che potesse capitarle. Lo stupro.

Un racconto forte che si traduce in una denuncia: la procura di Massa apre un fascicolo e nel registro degli indagati Roberta Moramarco, la pubblico ministero titolare dell’inchiesta, scrive un nome. Quello di un cinquantenne residente nel comune di Pontremoli.

La vicenda risale a qualche giorno fa: lei – almeno stando alle prime ricostruzioni – viaggia in treno. A Pontremoli deve scendere per prendere la coincidenza, ma, arrivata alla stazione lunigianese, scopre che non ce l’ha fatta per pochi minuti. Il treno su cui sarebbe dovuta salire è già andato e lei deve aspettare un po’ di tempo prima di ripartire.

È allora che l’uomo l’avrebbe avvicinata: due chiacchiere e la proposta di bere qualcosa insieme all’esterno di un locale in attesa di un nuovo treno su cui salire. Poi – sempre da quanto emerso dalle prime ricostruzioni – i due avrebbero fatto una passeggiata fino a casa del cinquantenne. E lì la tragedia, la violenza che deflagra. Lo stupro. La donna, disperata, sarebbe tornata fino alla stazione, unico suo punto di riferimento in città e lì, sola, avrebbe atteso il primo treno per raggiungere casa. Si sarebbe allontanata da Pontremoli, da tutto quel dolore atroce che sentiva addosso e alla stazione successiva – sempre dalle ricostruzioni disponibili – sarebbe scesa per chiedere aiuto alla polizia ferroviaria. Decide di parlare, di farsi coraggio, di raccontare lo stupro, di affidarsi alla giustizia. Ricostruisce, descrive quell’uomo. Dalla denuncia alla polizia ferroviaria parte l’indagine della pubblico ministero Moramarco.

L’inchiesta – a svolgere le indagini è la polizia ferroviaria – è in corso e nei giorni scorsi sarebbero già state sequestrate le registrazioni di tutte le telecamere che si trovano nel tratto tra la stazione di Pontremoli e la casa dell’indagato. La donna ha ricostruito il loro percorso e gli inquirenti hanno sequestrato le immagini per vedere l’uomo e avere conferma sulla sua identità. Poi l’iscrizione nel registro con l’accusa di stupro. —


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