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Malore fatale e soccorsi sotto accusa, l’Asl vuole fare chiarezza

Malore fatale e soccorsi sotto accusa, l’Asl vuole fare chiarezza

Verrà fatta una verifica sulle procedure seguite  dopo il decesso di un paziente del centro di riabilitazione

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fivizzano. Si farà un “audit interno”, in altre parole una verifica sul corretto rispetto delle procedure previste in ambito sanitario, per capire se qualche cosa non ha funzionato nella vicenda – denunciata e resa pubblica nei giorni scorsi dal Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana – che ha coinvolto un paziente del centro riabilitativo Don Gnocchi deceduto dopo un malore.

Nello specifico il centro aveva, secondo il Comitato come da prassi, allertato il vicino ospedale e in particolare il medico anestesista. Che tuttavia non era nelle condizioni di poter intervenire perché impegnato in un’altra elìmergenza. Una situazione cje ha portato il Comitato a chiedere, nuovamente, la presenza in contemporanea di almeno due anestesisti per la struttura di Fivizzano.

A fronte di ciò la Asl Toscana nord ovest, in relazione al caso che si è verificato a Fivizzano e in risposta al Comitato, «ricorda che in caso di emergenza e di impossibilità dell’anestesista di prendere in carico un paziente critico, deve essere attivata la specifica procedura che, al punto 4.5, prevede l’intervento immediato del personale medico e infermieristico presente in turno e, se necessario, il 118 con il medico a bordo» si legge in una nota dell’azienda sanitaria. «Proprio per verificare se tale procedura, capillarmente diffusa sia in ospedale, sia al centro di riabilitazione, sia stata seguita, è stato attivato un audit interno che dovrà chiarire come si sono realmente svolti i fatti»- prosegue l’azienda che ricorda anche il funzionamento della procedura .

«Nel merito dell’organizzazione ospedaliera, a Fivizzano, per coprire le esigenze chirurgiche, sono presenti due anestesisti, il lunedì e martedì dalle 8 alle 14, cioè quando sono attive le due sale operatorie, tale programmazione permette, in caso di necessità, ad uno dei due medici di staccarsi dal blocco operatorio, mentre dalle 14 alle 20 è in servizio un solo anestesista; negli altri giorni, dalle 8 alle 20, l’attività di sala é limitata alla sola chirurgia ambulatoriale con anestesia locale».

Poi l’azienda fa riferimento all’episodio nel corso del quale un paziente del centro di riabilitazione ha perso la vita a causa di un malore. «La mattina in cui al centro di riabilitazione si è verificata l’emergenza, l’anestesista non ha potuto lasciare la sala operatoria per una complicanza respiratoria del paziente – spiega la nota dell’Asl – È in casi come questo che trova applicazione la procedura del 2018 dove è descritta nel dettaglio la gestione dell’emergenza e dove sono indicate le figure professionali interessate». —

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