Il Tirreno

Tra massa e montignoso 

Sos per la spiaggia di Poveromo «Il muro e l’idrovora non li vogliamo»

V.L.
Sos per la spiaggia di Poveromo «Il muro e l’idrovora non li vogliamo»

Ambientalisti e politici contro l’intervento del Consorzio di Bonifica da 5 milioni di euro  sul tratto finale del corso d’acqua il cui alveo sarà allargato dagli attuali due fino a otto metri

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poveromo. C’è il tema dell’ampliamento dell’alveo del fosso che da un paio di metri potrebbe arrivare a otto. E quello del cemento lungo l’argine e praticamente fino alla spiaggia: arenile libero, non in concessione, molto frequentato e – per gli ambientalisti di Massa e Montignoso – a rischio di danni irreversibili. E c’è anche la perplessità rispetto alla realizzazione di una idrovora la cui portata sarebbe sovradimensionata rispetto alle reali esigenze del territorio. Così succede che intorno a un importante finanziamento – 5 milioni di euro – per la messa in sicurezza idraulica della zona compresa tra Poveromo e Ronchi, tra i Comuni di Massa e Montignoso appunto, esploda la contestazione.

L’intervento era stato annunciato nel gennaio scorso dal Consorzio di bonifica Toscana Nord. Ora che l’intervento è in fase di realizzazione a sollevare dubbi e proteste sono in molti.

Con un documento unitario ieri le associazioni Amici di Ronchi e Poveromo, Italia Nostra e Legambiente di Massa e Montignoso hanno chiesto che sul progetto sia previsto un processo partecipativo «volto alla conoscenza del progetto di allargamento del fosso di Poveromo». E lo hanno fatto formalmente rivolgendosi al garante dell’informazione e della partecipazione in Regione.

«Il progetto partito nel 2018 – scrivono – , stando alla scarna documentazione inviata agli espropriandi del primo lotto, allo scopo di eliminare una presunta pericolosità da alluvione fluviale, è stato consegnato al Consorzio di Bonifica Toscana Nord solo il 10 febbraio scorso. Dalle lettere di esproprio ai proprietari interessati dall’allargamento, leggiamo che oggi il fosso è largo da 1,5 metri a 2,5 e sarà portato a 8 metri con evidente alterazione paesaggistica. L’onere per la collettività è di ben 5 milioni di euro limitatamente al tratto ridottissimo da via delle Macchie al mare, che vede l’allargamento monstre del fosso e il posizionamento di una mega idrovora. Abbiamo appreso che per il secondo intervento, presumiamo da via delle Macchie a via Stradella, è prevista una variante urbanistica da osservare entro il 24 aprile, ma i progetti sia del primo tratto sia di questo secondo non sono nel sito del Comune e neppure nel sito del Consorzio di Bonifica».

Le associazioni hanno dubbi anche sull’utilità dlele opere previste: «Poiché non si sono mai verificate fuoriuscite del fosso: tutta la zona risulta non a caso classificata “a pericolosità alluvionale bassa”, con l’eccezione dell’asta del fosso, dato che questa opera sconvolge un assetto naturale di rilievo tanto che la zona ha un suo vincolo paesaggistico specifico dal 1960 ed è normata dal Pit». Da qui la richiesta di «un processo partecipato perché i residenti e gli espropriati, oltre al resto della cittadinanza possano essere messi a conoscenza del progetto nel suo complesso fare le dovute osservazioni».

Dello stesso tono la preoccupazione espressa nei giorni scorsi dal consigliere comunale del Movimento 5 stelle di Montignoso, Paolo Menchini. «Nonostante i solleciti – afferma – non ho ancora ricevuto tutta la documentazione di questo progetto, ma almeno, in commissione ambiente, siamo riusciti a leggere la relazione paesaggistica, vedere qualche rendering e soprattutto confrontarci con il Consorzio di Bonifica che è il braccio attuatore della Regione per questo genere di lavori. Al Consorzio ho innanzitutto chiesto se non fosse il caso di utilizzare delle idrovore mobili al posto di quella fissa così da evitare l’occupazione della spiaggia e l’impatto visivo della costruzione. Gli ingegneri presenti in commissione hanno risposto che solo un’idrovora fissa di quelle dimensioni può garantire un regolare deflusso nel caso di eventi eccezionali che giusto appunto si possono verificare ogni duecento anni, ma, ulteriormente incalzati, hanno anche ammesso che l’opera poteva essere progettata a monte del lungomare però con costi maggiori e lavori ulteriori».

Il Consorzio aveva annunciato il via ai lavori per l’estate lo scorso gennaio. Lavori inquadrati in una generale messa in sicurezza idraulica della frazione di Poveromo, che anticamente era paludosa. «L’adeguamento idraulico dell’intera frazione è una nostra priorità, dimostrata dagli studi che abbiamo realizzato per la sua messa in sicurezza – aveva spiegato all’epoca il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi. – Sono circa 600 i metri del corso d’acqua interessati dal maxi cantiere». Si parte da via delle Macchie con la sistemazione complessiva del letto e delle sponde del canale, che sarà adeguato per contenere una quantità maggiore di acqua. Le pompe del nuovo impianto idrovoro, che avranno portata complessiva di 12.000 litri al secondo, riusciranno a far defluire il Poveromo anche durante le mareggiate. —

V.L.

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