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Poste ancora chiuse e disagi infiniti dopo il blitz dei ladri

Poste ancora chiuse e disagi infiniti dopo il blitz dei ladri

Protestano i residenti e i commercianti di Caniparola «È così da febbraio, continui i rinvii per la riapertura»

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fosdinovo. A febbraio su viale Malaspina erano arrivati i ladri. Ben organizzati e in grado di portarsi via con una certa facilità, tutto sommato, un bel gruzzoletto, 30mila euro, lasciando l’ufficio postale con seri danni all’edificio e agli impianti. E comprensibilmente Poste aveva disposto la chiusura dei locali visitati dai ladri. Ma qualche giorno dopo era apparso un cartello: «30 marzo riapertura». Poi però è arrivato anche il 30 marzo. La riapertura non c’è stata e in compenso il cartello è stato sostituito: «riapertura 30 aprile». Nel frattempo è passato un altro mese. Di disagi. Perché l’ufficio postale in posti come questo – Caniparola di Fosdinovo – sono essenziali per tutta una serie di servizi, non solo per pagare un bollettino. Ma, verrebbe da dire, al 30 aprile ci siamo quasi: problema risolto! Se non fosse che la situazione dell’ufficio postale di Caniparola visitato dai ladri ormai più di due mesi fa, è esattamente la solita del dopo furto: «I lavori non sono stati fatti, temiamo che l’ufficio non venga riaperto».

A parlare sono commercianti e residenti della dona, alle prese ormai da tempo con inevitabili trasferte per usufruire dei servizi dell’ufficio postale o del bancomat che si trovava all’esterno dei locali della Poste. «Sono servizi importanti per tutta la comunità – raccontano i commercianti che lavorano nelle vicinanze – e in parecchi continuano a venire fin qua convinti di trovare l’ufficio aperto ma costretti a tornare indietro».

Il timore dei cittadini è anche un altro: «Non vorremmo che succedesse come per il lockdown: dopo la chiusura durante la prima fase dell’emergenza abbiamo dovuto aspettare giugno per riavere l’ufficio postale».

Fino ad ora Poste non ha fornito indicazioni su tempi e modi del ripristino dei servizi e anche le sollecitazioni in questo senso arrivate dal Comune non hanno avuto risposta alcuna.

I lavori da fare nell’ufficio, messo ko dai malviventi, sono significativi ma non difficili da portare a termine, dicono ancora i cittadini. I ladri fecero la loro comaprsa dinotte, disattivarono il sistema di allarme, tagliando i collegamenti degli impianti di sorveglianza, per poi introdursi nell’ufficio passando da un fondo sfitto nelle vicinanze e bucando la parete confinante tra i due locali. Una volta dentro andarono dritti alla cassaforte portando via non meno di 30mila euro e privando per ben più dei 20 giorni inizialmente stimati per i lavori una intera comunità. —

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