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Luca Mercalli: «State spianando le Apuane»

L.B.
Luca Mercalli: «State spianando le Apuane»

Il meteorologo in consiglio sferza l’industria del marmo E il sindaco scrive a Mario Draghi sulle morti da amianto

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carrara. «Come potrà, tra 200, 300, 1.000 anni, un nuovo Michelangelo scolpire il David? Avremo ancora del marmo bianco? È giusto usarlo solo per fare soldi o solo per pregiatissime applicazioni, per l’arte magari, ma non per piastrellare il bagno di uno sceicco?» A chiederlo è Luca Mercalli, climatologo, meteorologo e accademico. Lo fa nella seduta telematica per le celebrazioni della 51esima Giornata mondiale della Terra, festeggiata dal municipio con un consiglio solenne con le classi quinte delle elementari Marconi, Finelli e Paradiso. Gli alunni, ma anche il sindaco Francesco De Pasquale, i consiglieri, il presidente Michele Palma, il comandante in seconda della Capitaneria di Marina Paolo Margadonna e Vincenzo Genovese dell'Ufficio scolastico.

«Voi siete testimoni di come alcune risorse non siano rinnovabili. Il vostro marmo, pregiatissimo, è limitato: cava oggi, cava domani spianate le Alpi Apuane e non ne resterà più. Quando si parla di non rinnovabili, allora delle decisioni vanno prese. Quanto ne volete lasciare al futuro?», ha detto Mercalli nel suo intervento declinando il tema del giorno per il territorio apuano. Tematiche riprese in nota dal gruppo Athamanta: «Le Alpi Apuane non possono più aspettare. L’industria del marmo sta mangiando le nostre montagne. Una volta spianate non ci saranno più. Le cave stanno provocando il più grande disastro ecologico del nostro tempo, la distruzione delle Apuane», hanno scritto.

Altra questione, strettamente legata anche a Carrara, quella che affronta il sindaco affidando i concetti a un post su Facebook: «Su invito di una nostra concittadina ho firmato una lettera aperta rivolta a Mario Draghi per chiedere che il tema dell’esposizione all’amianto venga messo all'ordine del giorno tra le tante emergenze sanitarie, ambientali e lavorative del nostro paese. Nella speranza e certezza che sapremo uscire dall’incubo del Covid, duole ricordare che la piaga dei morti per patologie asbesto-correlate è un’insidia sempre presente, pericolosa e subdola. L’amianto rimane la causa della maggiore morbilità e mortalità per i lavoratori e il Comune di Carrara è al 52esimo posto tra i primi 100 d’Italia chedetengono il triste primato di numero di morti per patologie asbesto correlate. Per interrompere o almeno ridurre questa strage silenziosa, è fondamentale accelerare la bonifica dell’amianto in tutti gli ambienti di vita e di lavoro». —L.B.

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