Il Tirreno

A San Caprasio l’archeologia celebra vent’anni di scoperte

Gianluca Uberti

Iniziati nuovi scavi dietro l’abside dell’antica chiesa Oltre due milioni di euro di investimenti complessivi 

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AULLA. Vent’anni di scavi nell’abbazia di San Caprasio, vent’anni di scoperte archeologiche di grande fascino – che non sembrano ancora terminate – per uno dei luoghi a cui gli aullesi sono maggiormente affezionati. Un viaggio nei secoli passati che può essere intrapreso nel museo dell’abbazia, dove possono essere ammirate tante reliquie e vestigia storiche. Il tutto grazie a finanziamenti che sono arrivati a toccare, complessivamente, i due milioni di euro, provenienti dal Ministero dei Beni Culturali, dalla Comunità Europea, da banche e fondazioni, dalla Regione Toscana.

E ieri mattina a celebrare questi ultimi 20 anni di ricerche archeologiche c’era la direttrice della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, dottoressa Angela Acordon, la quale è stata accolta, presso le sale del museo e dell’abbazia, dall’infaticabile animatore di questo scrigno di tesori che è San Caprasio: lo storico e responsabile, dal 2001 della struttura museale Riccardo Boggi, studioso di tradizioni popolari, autore di numerose pubblicazioni, profondo conoscitore della storia della Lunigiana nonchè uno dei fondatori del Museo Etnografico della Lunigiana.

L’occasione era anche rappresentata dalla novità dei nuovi scavi dietro l’abside dell’abbazia – che , ricordiamo – risale al Medioevo, in corso da una decina di giorni, che hanno già portato alla luce diversi scheletri umani, segno della presenza di un sito cimiteriale risalente al quattordicesimo secolo, ma che potrebbe arrivare fino a più di un millennio fa con il prosieguo degli scavi.

Ma prima di visitare i nuovi scavi la dottoressa Acordon ha voluto portare il proprio saluto, annunciando la notizia dell’arrivo di un cospicuo finanziamento per il recupero e la futura e migliore fruizione di un altro luogo simbolo per Aulla, ovvero la fortezza della Brunella: «Un primo step per la realizzazione di uno spazio dedicato a materiali archeologici», ha sottolineato Angela Acordon. Boggi ha, quindi, presentato il team di archeologi che si sono dedicati e si stanno dedicando all’affascinante abbazia aullese: Marta Colombo, Rita Lanza e Antonio Fornaciari. Quest’ultimo, in particolare, si sta occupando degli attuali scavi dietro l’abside: «Sta emergendo un contesto interessante, con fasi diverse di sepoltura che si sovrappongono più si scava. Stanno venendo alle luce resti umani e tombe molto semplici, prive di elementi di corredo». Boggi, poi, ha ricordato le scoperte fatte in questi ultimi anni, a partire dal recupero dello splendido fonte battesimale, passando per i capitelli coi draghi, la ricostruzione del chiostro e persino scritte misteriose, tutte da decifrare. Senza dimenticare la tomba del santo, di San Caprasio ovviamente.

E anticipando che le “Notti dell’archeologia”, la rassegna culturale clou dell’estate aullese, si svolgerà presso il belvedere alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella. A ringraziare i parroci, l’attuale, don Lucio Filippi, e il precedente, don Giovanni Perini, era il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, il quale ha ricordato che «questo è un luogo simbolo per la comunità aullese, che vi si è sempre riconosciuta».

Presente anche la delegata comunale alla cultura, Marina Pratici, la quale, da cittadina aullese, ha sottolineato di sentirsi sempre a casa a San Caprasio. —

Gianluca Uberti

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