Proteste
Residenze per anziani, un’equipe per proteggerle
massa carrara. Durante la prima ondata Covid, lo scorso anno, è subito emerso che le strutture assistenziali per anziani e disabili rischiavano di pagare lo scotto.
L’azienda sanitaria, per tutelare quelle strutture, ha quindi creato il gruppo di supporto e contrasto al Covid che, nei primi dieci mesi di pandemia, nell’ambito dell’Asl toscana nord ovest, ha effettuato nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali 442 visite. Solo nella nostra provincia le visite sono state 116 su un totale di 56 strutture. Dal 1 marzo al 31 dicembre 2020, il gruppo di lavoro multiprofessionale ha portato avanti una profonda e capillare azione di aiuto e di indirizzo a tutte le strutture che accolgono anziani, disabili e persone socialmente fragili in tutto il territorio aziendale.
Residenze sanitarie assistite, residenze assistite, centri diurni, comunità alloggio e residenze per disabili sono state ripetutamente visitate dal gruppo per aiutarle nella corretta applicazione dei protocolli, delle procedure e nelle linee di indirizzo anti Covid, anche con specifiche azioni di formazione del personale.
«Come azienda sanitaria siamo intervenuti costantemente in ogni zona distretto, a partire dalla scorsa primavera, per aiutare le strutture di assistenza socio-sanitarie sia nell’immediata gestione dell’emergenza Covid, sia nel processo di piena ripresa delle loro attività – dice Laura Brizzi, direttrice dei servizi sociali dell’Azienda Usl Toscana nord ovest – I nostri gruppi sono coordinati da un assistente sociale del dipartimento servizi sociali e costituiti da un operatore dell’igiene pubblica, da un operatore dell’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, da un referente qualità e sicurezza, da un medico e da un infermiere. Ogni sopralluogo si conclude con un rapporto che indica le disposizioni per adeguare e migliorare la prevenzione e la gestione del rischio Covid, avviando una stretta collaborazione con l’unità di crisi aziendale».
«È un’azione capillare che ci ha permesso - continua la direttrice Laura Brizzi – prima di gestire la fase più acuta della pandemia, quando l’unico modo per preservare la salute degli ospiti fragili era impedire che il Covid entrasse nelle strutture, sia quella attuale, con la vaccinazione che sta per coprire tutta la popolazione più fragile ma durante la quale dobbiamo continuare a mantenere alta la guardia». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
