Sicurezza
I balneari: il nostro dialogo con il Comune va avanti lo stesso
Luca Barbieri
CARRARA. Era stato uno dei temi “caldi” che aveva contraddistinto il finale del 2020, trascinandosi in questi mesi. Uno di quegli argomenti finiti, tra gli altri, proprio sul tavolo dell'ex assessore Giovanni Macchiarini che tra le deleghe aveva anche il demanio, prima delle dimissioni rassegnate domenica scorsa. E il tema di cui parliamo è quello delle concessioni balneari e del loro rinnovo. La vicenda e il ricorso. Con una delibera di giunta, nel settembre 2020, il Municipio carrarese recepisce di fatto le normative nazionali (e regionali) e mette nero su bianco così l’estensione delle concessioni: 15 anni di proroga, partendo dalla legge 145 del 2018, che fanno slittare al 2033 la questione (e le scadenze). A fine anno, però, l'iter registra, come spiegava la nota di palazzo, «una momentanea battuta di arresto per effetto di una impasse di natura tecnico-burocratica innescata da una comunicazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato». Si apre un dibattito tra le forze politiche e la questione sembra poi risolta con la formalizzazione nei giorni successivi delle concessioni, direttamente in piazza Due Giugno, con tanto di convocazioni dei balneari, uno per uno. Un salto di poco più di un paio di mesi e arriviamo ai primi giorni di marzo e cioè al ricorso al Tar dell’Agcom – Autorità garante della concorrenza e del mercato-antitrust – anche contro il Comune di Carrara per il rinnovo delle concessioni balneari fino al 2033, appunto. Tar che successivamente accoglie il ricorso dell'Agcom per il caso di Piombino. Tradotto: i rinnovi non valgono e l'esito del ricorso per Piombino preoccupa anche il litorale carrarese perché l’Agcom aveva messo nel mirino in Toscana come detto anche Carrara. L’Agcom chiede di annullare la validità delle concessioni: le proroghe automatiche sarebbero in contrasto con il diritto europeo e le spiagge andrebbero affidate tramite immediate gare pubbliche, chiedendo l'applicazione della direttiva “Bolkestein”. Questo il concetto con due casi simili, Piombino e Carrara, con il primo che aveva affidato la proroga a una determinazione dirigenziale, la città del marmo a una delibera. Se la sentenza sarà bissata per Carrara le strade sono due: appellarsi al Consiglio di Stato o rendere nulla la delibera. Insomma, un tema annoso e intricato e che in questi mesi era inevitabilmente sui tavoli comunali e anche su quello di Macchiarini come assessore al demanio. La reazione. «Abbiamo saputo delle dimissioni: il nostro dialogo con l'amministrazione però va avanti e non si ferma perché è collaudato con più voci, con più uffici. Non avevamo un confronto solo con l'assessore, ma con tutta la squadra comunale. Il lavoro perciò continua, insomma, e non manca», dice dunque Marco Pardi, presidente del Consorzio balneari di Marina di Carrara con il quale torniamo sul ricorso al Tar, mentre ci avviciniamo all'inizio della stagione balneare. «A dare un supporto alla legge del 2018, manca una vera riforma organica ad hoc che possa darci certezze a lungo termine. Ci siamo costituiti nel ricorso con il Comune, nel caso ci appelleremo al Consiglio di Stato. Però quello che mi sento di dire è che non si può andare avanti a carte bollate. Cerchiamo di lavorare, ma con serietà», aggiunge e conclude ancora il presidente Pardi: «Questo “clima” mette in difficoltà gli operatori con la stagione che ormai è alle porte, focalizzando le energie nei ricorsi, quando invece si dovrebbe pensare ad altro. Nel 2020 alcuni stabilimenti hanno chiuso la stagione, la prima alle prese con le disposizioni anti-contagio, praticamente in pari...». —
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