Il Tirreno

tra storia e natura 

Il recupero dei sentieri unisce le comunità sulle sponde del Magra

G.U.

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AULLA. Divisi da poche decine di metri, ma impossibilitati ad incontrarsi facilmente per la mancanza del ponte. Però, uniti dalla passione per il trekking e per il recupero degli antichi sentieri. Parliamo delle comunità di Caprigliola, questa sulla sponda sinistra del fiume Magra, e di Albiano Magra e Stadano, sulla sponda destra. Cittadini appassionati dei propri luoghi di origine e decisi a organizzare una camminata sul fiume Magra, naturalmente in piena estate, quando il livello dell’acqua sarà abbastanza basso. Con pranzo finale, tutti assieme, caprigliolesi, albianesi e stadanesi, in agriturismo. Perché se c’è una cosa positiva dell’emergenza sanitaria in corso, una delle poche, è che ognuno di noi ha riscoperto quello che ha più vicino cogliendo l’occasione per migliorarlo.

Quello che stanno facendo, oltre che a Caprigliola, anche ad Albiano Magra e a Stadano, dove è stato recuperato il sentiero del Liccedi. O, come fanno notare sulla pagina Facebook della Pro Loco “Viviamo Albiano”, del Licedi, oppure del Liceda, o ancora del Lizeda. Perché sono molte le variabili dialettali e bisogna tenerne conto. «Sulle cartine storiche del 1500 – spiegano – la troviamo censita come "via da Albiano a Stadano", che poi proseguiva come "via da Stadano a Pontremoli». I sentieri recuperati dalle frazioni si collegano tra loro e non sono altro che transiti preistorici e millenari: le viabilità del fondovalle sul fiume Magra, la via Francigena, le vie dell'alto Appennino tosco-ligure-emiliano, del Pontremolese, la val di Vara, l'alta via dei monti liguri. E c’è anche un progetto portato avanti dall’associazione “Stadano Bonaparte” e dalla Pro Loco “Viviamo Albiano”: il recupero del percorso che collega Albiano Magra e Stadano in maniera ancora più organica, attraverso migliorie come la realizzazione di una passerella. Per questo è stata inviata una lettera al Comune di Aulla, in cui si chiede il sostegno dell’Amministrazione comunale nei confronti della Regione e dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana affinché questo progetto di recupero possa essere sostenuto e andare in porto. «Portare a termine questo progetto – scrivono i cittadini – per noi ha molteplici obbiettivi: il recupero di un’antica via narrata dai nostri avi; una veloce via di collegamento tra le due frazioni e le due vallate, che può anche essere una via per la sicurezza, di fuga e, in caso di necessità, una linea tagliafuoco; rilanciare il nostro territorio verde circostante e renderlo fruibile alla popolazione». — G.U.

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