Il Tirreno

Il vaccino c’è ad Aulla, ma li mandano a Pisa

Chiara Sillicani

E il sindaco Matteo Mastrini organizza le navette: «Erano tutti ultra fragili. Poi l’Asl mi ha chiamato per inviarli più vicino»

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Sarà pure vero che le distanze, complice la tecnologia, si sono accorciate. Ma certo, se abiti in Lunigiana, Pisa non è esattamente dietro l’angolo. Tanto meno se hai superato settant’anni e fai i conti con una salute non proprio di ferro: tocca chiedere a parenti e amici, tocca mettersi in auto per più di un’ora, farsi l’autostrada. Eppure il messaggio che parecchi lunigianesi ricevono nei giorni scorsi parla chiaro: sei un paziente ultra fragile, ti sei prenotato nel portale e adesso è il momento della vaccinazione. A Pisa, però. Tocca andare nella città della Torre, al centro di Ospedaletto. Nonostante ci siano centri vaccinali – pur piccoli, ma attivi – in Lunigiana e un mega hub in quel di Marina di Carrara. Da Tresana o Pontremoli fino a Pisa per il vaccino. Pazienti con patologie importanti: diabetici, oncologici, cardiopatici. E tutti con più di 70 anni. Non proprio sanità di prossimità.

Matteo Mastrini, che di Tresana è il sindaco, alla campagna vaccinale ha dedicato parecchie energie: il Comune ha il suo centro in quella che fino a poco tempo prima era la sede dei prelievi (ora spostati nella vicina Aulla). E lì i medici di medicina generale hanno somministrato la prima dose a più dell’80% degli over 80. In municipio c’è pure un ufficio dedicato alle prenotazioni dei vaccini: se sei anziano o non riesci ad accedere al portale, i dipendenti comunali ti danno una mano.

È sabato quando il sindaco scopre che 15 over 70 di Tresana, tutti ultra fragili, quindi con patologie importanti, domenica mattina devono raggiungere Pisa per la prima dose di Moderna. C’è chi non ha figli, chi li ha lontani, chi non guida, chi si vuol vaccinare, ma ha timore e da solo non si sente di andare. Ecco quindi che il sindaco attiva l’associazione “Le mie Radici”: chiede ai volontari la disponibilità dei loro piccoli bus e mette in piedi un servizio navetta da Tresana a Pisa e ritorno. Ma sabato sera, quando tutto è pronto, Asl lo contatta e informa che i vaccini ci sono, anche ad Aulla: i residenti di Tresana domenica possono andare lì, a 4 chilometri.

Ma c’è chi, anche a Pontremoli, a Pisa ci è andato: «Le persone che avevano registrato la prenotazione tramite il nostro ufficio dedicato sono andate a vaccinarsi ad Aulla, ma non escludo che ci sia chi ha raggiunto Pisa. Come è possibile che si mandino pazienti a Pisa quando c’è disponibilità ad Aulla? Io ho proposto ad Asl di consentire le vaccinazioni per gli ultra fragili ai medici di medicina generale, come per gli over 80. La loro disponibilità c’è e abbiamo spazi idonei».

Matteo Mastrini, sindaco di centrodestra a Tresana, Elisabetta Sordi, consigliera comunale di centro sinistra a Pontremoli, ma posizioni non distanti: «Non dobbiamo dimenticare – sottolinea Sordi – quanto sia complesso gestire una campagna vaccinale, ma io credo sia fondamentale, sopratutto quando si parla di persone anziane e ultra fragili, rispettare il criterio di prossimità. Credo sia importante segnalare un problema, offrire l’opportunità di risolverlo. So di residenti a Pontremoli che si sono vaccinati a Pisa, ma anche di pisani che hanno ricevuto la somministrazione a Pontremoli. I medici di base sarebbero disposti – stessa proposta di Mastrini – a vaccinare gli ultra fragili. Sarebbe una soluzione, come lo sarebbe una squadra vaccinale itinerante per la Lunigiana». La sanità che va dal pazienti. Anche per vaccinarlo contro il Covid. —


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