Finanza
All’asta oggi una delle case gestite da Serinper
Secondo la perizia del tribunale di Massa l’immobile che ha ospitato migranti non aveva i requisiti residenziali
Melania Carnevali
massa. Quell’immobile, fino al gennaio del 2019, è stato un Cas, un centro di accoglienza straordinario con oltre 40 migranti, gestito dalla Opera Auxilium Fratrum, coop dell’orbita Serinper, la cooperativa finita nella maxi inchiesta della procura per una storia di corruzione, favori politici e maltrattamenti. La casa oggi va all’asta (per la terza volta) per un’altra vicenda, cioè per il fallimento della società proprietaria dell’edificio. Il valore stimato dal tribunale è di 935mila euro: la base d’asta è di 701. 250 euro con un rialzo minimo di 10mila.
Dalla perizia si scopre, però, quanto in realtà si doveva già sapere: quell’immobile, situato in via Galvani, una delle strade che porta alle aziende del marmo lungo il fiume Frigido, non poteva ospitare case. Era un laboratorio di marmo, con un’unica abitazione per il custode, e quello doveva rimanere. Ci sono anche suon di verbali della polizia municipale datati 2015 e 2016 a testimoniarlo, eppure lì dentro hanno continuato a viverci decine di migranti.
I vigili urbani, nel 2015, dopo un sopralluogo, avevano scoperto che l’immobile era passato da uso industriale marmifero a residenziale e direzionale, con tanto di frazionamento in sei unità e «incremento della superficie dell’unità residenziale destinata al custode», si legge nell’atto di vendita tribunale, senza autorizzazione. Oltre alle difformità individuate dagli agenti di polizia municipale, il perito ne ha trovate altre, alcune delle quali non sono nemmeno sanabili.
Sul caso interviene anche il collettivo Massa città in Comune, ricordando che nel 2015 la società proprietaria dell’immobile presentò un’osservazione al regolamento urbanistico. «Lamentava – si legge in una nota – l’impossibilità di realizzare l’attività artigianale per la crisi economica, chiedendo la possibilità della trasformazione in residenziale dello stesso». Quell’osservazione venne accolta. Nel novembre del 2019, però, il consiglio comunale ha votato una variante al piano acustico che mantiene la classe cinque per via Galvani, classe «che vieta il residenziale in quel tipo di area eccetto che per il custode». Massa città in Comune chiede «a chi ha il compito, di vigilare sulla regolarità dell’azione amministrativa». Chiedono se «questo mantenimento di classe acustica che vieta il cambio d’uso in residenziale potrebbe incidere sul valore dell’immobile nell’asta. I tempi della vicenda, dell’ex centro migranti Serinper/Oaf di via Galvani – si legge ancora nella nota del collettivo di sinistra –, potrebbero essere importanti per capire chi si ritroverà in mano il cerino acceso». —
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