La manifestazione
«Per l’area servono 400mila euro»
Dopo l’sos di Cna il Comune interviene sulle necessità della zona artigianale: «Ce ne stiamo occupando»
carrara. «Siamo consapevoli delle difficoltà che vivono le aziende dell’area artigianale e che sono una pesante eredità di un intervento urbanistico lasciato a metà. Le opere da completare sono tante e onerose». Questa la presa di posizione dell’amministrazione comunale di Carrara a fronte del grido di allarme di Cna e degli imprenditori che si sono insediati nell’area artigianale dell’ex Fornace ad Avenza. Un insediamento produttivo che soffre, da anni, per la mancata ultimazione delle opere di urbanizzazione per le quali adesso servono risorse ben più importanti di quelle ipotizzate dalle imprese in un primo momenento.
«In questi anni, superando innumerevoli difficoltà burocratiche ed economiche, ci siamo impegnati per la realizzazione della nuova cabina elettrica omologata Enel (che incredibilmente dopo oltre 10 anni ancora mancava) per un importo complessivo pari a 50.000 euro – spiega l’assessore alle opere pubbliche Andrea Raggi – Abbiamo ritenuto prioritaria la cabina elettrica in accordo con le aziende dell'area perché la mancanza di un collegamento elettrico stabile rappresenta una grave minaccia alla sopravvivenza stessa delle aziende». Lo scorso 29 marzo, inoltre, sono stati formalizzati gli atti di accatastamento e registrazione. «Sappiamo che resta ancora molto altro da fare – precisa ancora l’amministrazione comunale – In particolare la stima dei costi delle opere richieste da Cna (la sistemazione dell’asfalto e i parcheggi, ndr) ammonta a circa 400mila euro vale a dire più del doppio di quanto indicato dall’associazione di categoria. In questi anni abbiamo tentato di individuare le risorse necessarie ma lo stato in cui abbiamo trovato le strade cittadine è tale che finora abbiamo dato priorità ai percorsi in uso a tutta la cittadinanza».
«Questo non significa che non ci stiamo occupando della questione – precisa, Maurizio Bruschi assessore all'Urbanistica – Nell’ambito del lavoro in corso sulle osservazioni al Poc stiamo tentando di avviare una riqualificazione dell’area, di darle un’organizzazione adatta a servire le attività che vi insistono».
Intanto sulla vicenda della cabina elettrica e più in generale della situazione in cui versa l’area artigianale, torna a intervenire, con una nota, la Cna che sottolinea come l’appello delle imprese a trovare una soluzione fosse rivolto in primis all’ente pubblico, ritenuto responsabile di una «scarsa attenzione» non solo «nella realizzazione degli standard urbanistici primari come l’asse viario» ma anche «per la mancata predisposizione di tutte le pratiche necessarie a realizzare la servitù con Enel per la messa in funzionamento della cabina elettrica e la relativa fornitura energetica diretta alle aziende». A ciò si aggiunge un ringraziamento ad Enel per la possibilità di usufruire di «forniture temporanee di cantiere». «In questo Enel – prosegue Cna –, grazie alla capacità e disponibilità dei suoi tecnici locali, è stata vicina alle esigenze delle imprese capendo che il mondo imprenditoriale si muove ad una velocità completamente differente da quello della burocrazia amministrativa. Questo aspetto è stato da noi sempre rimarcato, non solo in sede di intervista ma anche nei rapporti con l’amministrazione, evidenziano che ad oggi le imprese non mettevano in essere azioni legali solo perché Enel stava permettendo il corretto funzionamento delle loro imprese». —
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