Il Tirreno

la maxi indagine 

Nero alle cave: udienza subito rinviata a ottobre Prescrizione più vicina

Nero alle cave: udienza subito rinviata a ottobre Prescrizione più vicina

Trenta imputati e una questione di notifiche quella di ieri mattina ma resta anche il fatto  che sarà necessario per il Covid organizzare gli spazi idonei

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Carrara. Doveva essere la prima udienza, davanti al gup, per la vicenda conosciuta come quella del “nero alle cave”.

Trenta indagati eccellenti e un sistema, quello che gira intorno all’escavazione e all’acquisto di materiale al monte, finito sotto la lente della Procura.

L’udienza in realtà è stata aperta (davanti al giudice Dario Berrino) e aggiornata al prossimo sette ottobre. Fra sei mesi.

Formalmente il rinvio è legato a problemi nelle notifiche ma, nello stesso tempo, è stato fatto anche presente che il numero degli imputati (trenta) e dei legali della difesa, dovrà essere tenuto presente nella disciplina delle udienze.

O, addirittura, si potrebbe pensare di fra “traslocare” le udienze nella sede del centro congressi dell’Apt, in piazza Betti a Marina di Massa, dove sono già stati spostati il processo Politeama e quello sui presunti maltrattamenti nelle caserme dei carabinieri della Lunigiana. Vari i reati contestati; per alcuni potrebbe essere vicina la prescrizione, perché l’inchiesta è del 2013.

Vari i reati ipotizzati. Ad esempio, al primo punto, a Franco e Manrico Gemignani e a Carlo Vanelli si contesta una dichiarazione fraudolenta in concorso relativa alla dichiarazione dei redditi del 2009, secondo l’accusa per un ammontare inferiore a quello reale di 745.154 euro (Ires evasa di 204.917); per il 2010, meno 512.931 euro (Ires evasa per 141mila euro); per il 2011, avrebbero indicato elementi attivi inferiore a quello reale per un milione e 409mila euro (Ires evasa per 387.490 euro).

Eugenio Venezia ha una serie di contestazioni, come falso ideologico (per un quantitativo di marmo); di riciclaggio, anche con Giuliano e Maria Pia; in un altro episodio con Fabio Braccini e i fratelli Simonelli di ricettazione. Giovanni Bibbiani deve rispondere di abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. Andrea e Giovanni Simonelli sono accusati in un episodio di ricettazione, così Roberto Giorgi: in pratica in questo caso avrebbero ritirato del contante da un certo Bunty, non identificato. In un episodio di presunta ricettazione, con Eugenio Venezia in un caso è coinvolto anche Stefano Torri. Anche Kapur Munish per cinque episodi con Andrea Simonelli è accusato, due volte di ricettazione e tre di riciclaggio; in due episodi con Giovanni Simonelli, una volta l’accusa è ricettazione, l’altra riciclaggio. Siamo sempre nel 2013. Soli è accusato di aver prestato servizi di pagamento senza autorizzazioni, i due Sorsoli di ricettazione.

Eugenio Venezia e Nicola Fontanili hanno quattro contestazioni insieme: falso ideologico, per una fattura relativa ad un’esportazione di marmo; dichiarazione fraudolenta quali coamministratori della Venili’s, per una dichiarazione del 2010 ritenuta secondo le accuse inferiore rispetto al reale di 255mila euro circa (Ires evasa di 70mila euro); per la dichiarazione del 2012, sono contestati 277mila euro circa (Ires eva 76.408); per il 2013, contestati 239.939 euro (Iva evasa, 5mila euro). Fin qui le accuse.

Se ne parlerà nell’udienza fissata per il 7 ottobre prossimo.

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