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Evasione da 600mila euro, imprenditore a processo

Evasione da 600mila euro, imprenditore a processo

Secondo la Procura Gabriele Ciavarella non ha dichiarato 3 milioni di euroLa difesa: gli inquirenti non hanno conteggiato alcune fatture dell’azienda

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massa. Per Dario Berrino, giudice dell’udienza preliminare, le condizioni per il rinvio a giudizio ci sono tutte: l’imprenditore Gabriele Ciavarella, titolare di una società di intermediazione nel settore del marmo, dovrà difendersi a processo dall’accusa di evasione fiscale. Il 30 novembre sarà, infatti, di fronte alla giudice monocratica Valentina Prudente. L’imprenditore massese è finito nel mirino della Finanza due anni fa: nell’ambito dell’inchiesta della procura apuana, coordinata dalla sostituto procuratore Roberta Moramarco, alcuni beni immobili di proprietà della società di Ciavarella, tra cui un attico nel centro città, sono stati anche oggetto di sequestro cautelare da parte delle fiamme gialle.

Gli inquirenti contestano a Ciavarella – per ricostruire la vicenda – di non aver presentato la dichiarazione dei redditi, relativa agli anni 2016 e 2017, con conseguente evasione dell’Iva. Secondo Paolo Bertoncini, avvocato di Ciavarella, gli investigatori non avrebbero considerato – è la tesi difensiva che emergerà anche in sede processuale – una serie di pagamenti effettuati dalla società di Ciavarella e documentati con fatture che ridurrebbero notevolmente i ricavi dell’azienda. Se quelle cifre fossero state conteggiate, secondo la difesa, l’evasione scenderebbe, infatti, al di sotto della soglia di rilevanza penale. Secondo la Finanza, invece, i ricavi sottratti all’imposizione fiscale ammonterebbero a 3,3 milioni di euro, per un’evasione complessiva dell’Iva pari a 664mila euro. E in base alle norme sui reati tributari, gli inquirenti nel 2019 hanno individuato il patrimonio che ritenevano acquisito dalla società di Ciavarella proprio con i proventi di quella evasione fiscale. Secondo gli investigatori «dietro lo schermo di un amministratore formale, privo di alcuna esperienza manageriale, Ciavarella operava le scelte aziendali cercando di non esporsi e sfuggire ai controlli». Gabriele Ciavarella è titolare della società J. Stone che si occupa di ristrutturazioni di immobili e di commercio all’ingrosso di materiale lapideo sia in Italia che all’estero. All’inchiesta della procura apuana ha fatto seguito la richiesta di rinvio a giudizio della pubblico ministero Moramarco. Ieri l’udienza preliminare di fronte al gup Berrino e la decisione di rinviare a giudizio l’imprenditore del settore lapideo che si difenderà quindi a processo il prossimo novembre. —
C.S.

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