Trasporti
Bruschi: i tempi cambiano servono risposte dinamiche
CARRARA. Dura la vita dei cinema di provincia ai tempi di Netflix (per citare forse la piattaforma più nota di film), dei multisala e adesso pure del Covid-19.
E così anche il Piano operativo comunale di Carrara si “arrende” all'evidenza dei tempi, ma anche ai nodi che si trascinano da tempo per il contesto cittadino. Certo, è bene precisarlo, il Poc adottato in estate e che è in regime transitorio (in attesa dell'entrata in vigore) non chiude alla possibilità di una sala, magari di quelle più piccole che stanno prendendo campo nelle città più grandi, pronta a dialogare con una parte della struttura destinata ad altro. Quel che è certo, però, è che il vincolo che destinava almeno una parte dello stabile a cinema non c'è più: resta solo la possibilità, l'ipotesi, lo scenario.
«Non parlo solo del Supercinema, parlo generalmente del piano: i vincoli di un tempo adesso non valgono più, penso sia logico se pensiamo a quanto e come sono cambiati i tempi. La scelta di fondo del Poc, più generalmente, quella che secondo me è la sua forza, è che lascia un ventaglio di scelte per rispondere in maniera dinamica ai tempi che cambiano, alle esigenze della città», spiega l'assessore all'urbanistica Maurizio Bruschi.
Ma precisa prontamente: «Il fatto che non ci sia il vincolo con la destinazione a cinema non vuol dire che non possa ridiventarlo. Tra le varie destinazioni abbiamo messo nero su bianco che sono ammesse tutte le attrezzature per un utilizzo pubblico e quindi – traduce dai tecnicismi del piano – ci si può fare anche un cinema. La forza è proprio quella, ripeto: rendere il piano il più ampio possibile e certi vincoli di destinazione d'uso hanno lasciato il passo a nuove modalità con destinazioni più libere», conclude Bruschi.
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L.B.
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