Il Tirreno

lo studio di Isr 

Le imprese e la pandemia: tanta incertezza sul futuro e poca digitalizzazione

C.F.
Le imprese e la pandemia: tanta incertezza sul futuro e poca digitalizzazione

Il 40% delle aziende interpellate afferma di “non avere idea” di come andrà il 2021 Scarsa anche la propensione agli investimenti ambientali

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massa carrara. Una crisi mai vista, che genera – oltre a contraccolpi pesantissimi sulla struttura produttiva ( -12% di fatturato nel 2020 ) – anche grande incertezza sul futuro, sulla ripresa. E pone, anche, nuove sfide, come l’impulso alla digitalizzazione. Su cui l’impresa locale e italiana sembrano già in ritardo. Sono alcuni degli elementi di analisi che emergono da uno studio della Camera di Commercio di Massa Cararra e dall’Istituto studi e ricerche Isr su “Innovazione e reslienza delle imprese ai tempi dei Covid”.

Lo studio mostra come la pandemia da Covid-19 non ha solo messo in crisi le attività economiche, ma ha rivoluzionato anche il modo di fare business: basti pensare alla riduzione drastica della mobilità e alla sostituzione del lavoro in presenza con quello a distanza. Ma mostra anche una grande incertezza degli operatori: se c’è un 11% di imprese che afferma di non avere avuto effetti negativi con il Covid, il 40% dice “di non avere idea” su come sarà il futuro prossimo, mentre un 17% pensa di recuperare le perdite già in questo 2021 e un altro 30% fra il 2023 e il 2024.

Tale forte incertezza, spiega lo studio, sta quindi provocando un atteggiamento attendista: soltanto la metà degli imprenditori locali si è pronunciato in maniera più o meno chiara sulla voglia di investire in innovazione, malgrado proprio la pandemia abbia dimostrato come le imprese più innovative e più digitalizzate siano state quelle più pronte a rispondere meglio allo shock che si è verificato.

E ancora meno propensione vi è, nell ’impresa apuana a investire nella green economy, su cui punta solo il 6% delle aziende. Tradotto: l’ambito della sostenibilità ambientale non sembra essere ancora parte importante delle strategie delle imprese di Massa Carrara, soprattutto di piccola dimensione, mentre, afferma Dino Sodini, commissario della Camera di Commercio «entrare nell’era della transizone digitale ed ecologica non è oggi una scelta, ma una necessità e un’opportunità per le nostre imprese per mantenere certi livelli di competitività». Un problema che non è solo locale: l'Unione Europea ha messo a punto, già da alcuni anni, un “superindice” di misurazione della digitalizzazione di un paese, il Desi. Ebbene, secondo tale indicatore, nel 2020 l'Italia scende di 2 posizioni nel ranking dei 28 paesi dell'Unione, collocandosi in 25esima posizione.

A fronte di queste criticità, la Camera di Commercio di Massas Carrara, attraverso il suo Punto impresa digitale), sta mettendo in campo azioni, per accompagnare le imprese locali a cogliere queste opportunità irripetibili. «È’ nostra intenzione non solo aumentare l'interesse delle nostre piccole e medie imprese verso i nuovi processi in atto, ma fare toccare loro con mano le nuove tecnologie a disposizione, supportandole eventualmente anche nella ricerca di fonti di finanziamento pubbliche per l’acquisto, come i nuovi bandi ministeriali e regionali che si sbloccheranno con il Recovery plan», sostiene ancora Sodini.

«Per molte aziende – dice a sua volta Vincenzo Tongiani, presidente di Isr – la crisi connessa al Covid-19 può essere la scossa di cui hanno bisogno per scardinare i loro modelli organizzativi, produttivi e diformazione del capitale umano. Questo periodo così difficile e complesso potrebbe essere l’occasione per ripensare e sperimentare nuove idee e nuove strade finora mai prese in considerazione fino in fondo e valorizzare al meglio le risorse umane a disposizione». —C.F.

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