Sicurezza
L’assessore Raggi dal gup Si valutano le misure cautelari
CARRARA. L’accusa contestata all’assessore della giunta De Pasquale, Andrea Raggi, è quella di truffa aggravata.
Ma ieri il gup del tribunale di Massa non è ancora entrato nel merito del rinvio a giudizio (o meno) nei confronti dell’assessore ai lavori pubblici. Davanti al giudice, dove Raggi è assistito dall’avvocato Luca Pietrini, si è parlato delle misure cautelari, o meglio sulla applicazione di eventuali misure cautelari.
Il giudice comunicherà la sua decisione in settimana quindi è davvero una questione di giorni.
La vicenda per cui il nome di Andrea Raggi è finito nel registro degli indagati riguarda la congruità dei rimborsi per la sua attività amministrativa in Comune. Erano finite nel mirino determine tutte simili: ogni mese, l’amministrazione comunale – attraverso determinazioni dirigenziali – liquidava un rimborso alla società Sems «per la partecipazione dell’assessore Andrea Raggi ai lavori della giunta e alle assenze legate all’espletamento del mandato». Così dalla sua nomina. Partendo ad esempio da giugno 2020, sono stati nell’ordine 3.538,71 euro, poi a luglio 2.387,23; ad agosto, 2.864,67 euro; a settembre 2.471,48; e ancora, a ottobre 2.780,40; a novembre 2.611,911; a dicembre (l’ultima determinazione presente sul sito del Comune) 2.639,99.
La Procura ha voluto vuole capire se sia tutto legittimo (il pubblico ministero titolare dell’indagine è la dottoressa Alessia Iacopini). La guardia di finanza ha sequestrato i documenti relativi a tutta la vicenda sia in Comune a Carrara sia nell’azienda Sems di Santo Stefano Magra in cui lavora Raggi. Rimborsi e spettanze corrette e dovute per intero? Questa è la domanda a cui le indagini hanno cercato di dare risposta. – A. V.
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