Il dolore
Il nuovo ponte divide Avenza «Brutto e troppo in pendenza»
L’infrastruttura di via Giovan Pietro non convince gran parte del paese La critica: i disabili faticano a percorrerlo, non era un intervento necessario
Alessandra Poggi
AVENZA. Agli avenzini il nuovo ponte di via Gino Menconi, quello sul torrente Carrione, proprio non va giù. In particolare per le pendenze considerate discriminanti per anziani e disabili, e per le barriere architettoniche che si sono venute a creare. Per gli avenzini non serviva rifare il ponte. Al contrario si doveva agire abbassando il letto del fiume per riportarlo ai livelli originali. Un progetto da subito contestato da tutta la popolazione, lettere, proteste, richieste su richieste, fino a diventare un caso politico. Lamentele e polemiche hanno contraddistinto tutta la realizzazione: dall’apertura del cantiere slittata di 10 giorni (dal 15 al 25 dello scorso giugno), fino alla riapertura e al collaudo delle scorse settimana. Sulla questione ponte si era pronunciato anche il parroco don Marino Navalesi, ospitando diversi incontri nel giardino di casa Pellini. E poi: incontri infuocati a palazzo civico, incontri con i tecnici della regione, la nascita di un comitato, vari flash mob, richiesta di parei alla Sopraintendenza, la nomina di un avvocato di parte. I cittadini ci hanno provato in tutti i modi a far cambiare il progetto alla regione, ma le pendenze non si sono mia messe in discussione. Questione di sicurezza idraulica hanno ribadito più volte i tecnici, un innalzamento preventivo e a sicurezza i tutta la popolazione, non solo di Avenza. Insomma, un braccio di ferro dall'inizio alla fine. Nonostante la partita sembri chiusa. Sulla questione stavolta interviene la signora Patrizia Arrighi che scrive: «A quanto pare il problema del rischio idraulico era tutto concentrato sull'innalzamento del ponte sul Carrione di via Gino Menconi. Alzato il ponte risolto il problema. A dire il vero i problemi si sono creati, al di là del fatto, che è veramente obbrobrioso nell'aspetto è anche faticoso percorrerlo per i pedoni di una certa età e disabili. Pedoni che quel ponte dal centro storico che non è servito da mezzi pubblici (siamo nel 2021) devono transitare per raggiungere per esempio l’Asl, i servizi medici e i supermercati. Ma Avenza vecchia fra transenne, buche, muri che cadono è peggio di Kabul. Bene molti dicono che quell'intervento era necessario, ma in quel progetto era inserito anche il famoso canale di Magra, che ad oggi non è più menzionato. Mah forse si sono prese in giro le persone, ma bastava solo che il ponte fosse più basso di 20 o 30 centimetri e si sarebbero evitati molti problemi. Invece no. Bisognava fare così come hanno detto gli ingegneri per la portata duecentennale. Peccato che spostandosi più verso mare vediamo che il letto del fiume si sta innalzando in maniera spaventosa, nessuno fa pulizia nonostante i cittadini paghino la tassa sul Carrione. La foce è in condizioni pietose. Ma siamo davvero sicuri? Al di là del fatto che il ponte è aperto e i lavori non ancora terminati che il fiume in sicurezza».
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